Pacuvio nella critica storico-letteraria di Cicerone

Antonio Traglia
2015
È stato detto che come critico «Cicerone è ancora ben lontano dal ricevere i riconoscimenti che merita» (1). Tale affermazione può sembrare esagerata quando si pensi a valutazioni del tutto opposte date anche di recente su Cicerone critico, come quando si scrive che Cicerone «frantuma spesso la sua critica in giudizi che contrastano magari fra di loro, dettati ogni volta dalla tesi che deve sostenere» (2). Anche se contraddizioni non mancano nella critica di Cicerone, contraddizioni che a mio
more » ... dizioni che a mio avviso vanno spiegate con la diversa angolazione da cui certi giudizi sono pronunciati (tipico esempio su cui molto si è scritto (3)-quello di ac. l ,l O e di fin. l ,4, a proposito della traduzione letterale o della riproduzione della sola vis dei modelli greci da parte di Ennio, Pacuvio, Accio ... ), un'affermazione come questa sembrerebbe presupporre la mancanza pressoché totale di una dottrina poetica in Cicerone, in difetto della quale egli esprimerebbe, senza sicuro fondamento, i suoi giudizi sui vari autori, sulle loro opere, su loro singoli passi. Ciò a mio avviso non risponde a verità, e io temo che spesso si attribuiscano al nostro autore carenze che sono proprie del pensiero estetico e della critica antica. Cicerone, che è con V arrone il più grande studioso latino della poesia antica, cui siamo debitori della conservazione di molti frammenti poetici, una sua dottrina sulla poesia e sull'arte ce l'ha, anche se disorganicamente espressa e anche se in lui manca una dottrina estetica evoluta, come manca in quasi tutto il pen-(l) Cfr. M. Barchiesi, Orazio, Cicerone ed Ennio, in I moderni alla ricerca di Enea, Roma 1981, 79. (2) Cfr. A. Ronconi , Aspetti di critica letteraria in Cicerone, in Interpretazioni letterarie dei classici, Firenze 1972,105. Su alcuni giudizi non meno duri espressi su Cicerone critico letterario e d'arte rimando al cit. art. del Barchiesi. Del resto anche J.F. D 'Alton nella sua fondamentale opera Roman literary Theory and Criticism, London-New York-Toronto 1931, parla di 'vacilla-tions ' che caratterizzerebbero i giudizi di Cicerone sulla poesia e sui poeti (p. 147) e di una sua insensibilità di fronte all 'essenza della poesia (p. 149 ). Più equilibrata E. Malcovati, Cicerone e la poesia, Pavia 1943. Su Cicerone critico, se può interessare qualcuno, mi permetto ricordare anche il mio scritto Note su Cicerone critico e traduttore, Roma 1947. (3) Per una precisa messa a punto della questione si veda G. D'Anna, in «RCCM» 7, 1965, 364 ss.
doi:10.13135/2532-5353/1183 fatcat:2x5d5smednb4ldpmemecp5xts4