Cristina Trivellin

L Bibliografia Bec
1990 unpublished
Vampyroteuthis Infernalis: l'alterità capovolta Non vanto conoscenze approfondite circa il pensiero di Vilém Flusser, ma le circostanze mi hanno portato, grazie all'invito ricevuto dal curatore di questo numero, a tornare su un argomento che mi aveva particolarmente colpita, ormai diversi anni fa. Mi trovavo a Praga nel 2007 con Pier Luigi Capucci e altri colleghi per assistere al convegno Mutamorphosis -Challenging arts and sciences; nel ricchissimo programma era prevista una conferenza,
more » ... a conferenza, tenuta da Louis Bec, sul Vampyroteuthis infernalis. In quell'occasione ebbi modo di avvicinarmi al pensiero di Flusser e rimanere affascinata dalle teorie esposte. Fu anche il momento in cui cominciai ad approfondire la questione legata al postumano e alla messa in discussione delle dinamiche culturali antropocentriche. Scrissi un articolo, a caldo, direttamente da Praga, nel quale ben traspariva tale fascinazione. 1 (Trivellin 2007: 11) Per questo ho accettato l'invito a collaborare al giornale con il focus su un testo che ho avuto così modo di analizzare, sia attraverso le varie traduzioni e versioni, sia leggendo i documenti relativi al suo "concepimento" compresa la fitta corrispondenza tenuta dall'autore con colleghi e amici. Il Vampyroteuthis Infernalis ha avuto una gestazione importante, che vale la pena ricostruire e dalla quale non si può prescindere se si vuole davvero entrare nell'anima del libro; una volta letto, resta la sensazione di non poterlo afferrare totalmente, in quanto figlio di un pensatore con una storia ben precisa, segnata dall'esperienza dell'esilio e dell'olocausto, con una vastissima cultura e una spiccata conoscenza di svariate lingue nelle quali era in grado non solo di parlare fluentemente ma di scrivere, adeguando il linguaggio e la langue. La prima versione del libro viene pubblicata in Germania nel 1987 (Göttingen, Immatrix Publications) ma Flusser inizia a scriverla nel 1981: da molto tempo era interessato a una sorta di calamaro gigante che vive negli abissi, del quale all'epoca poco si sapeva ma che sempre più, studiandone morfologia e comportamenti, gli appariva come uno straordinario testimone allegorico sul quale costruire una illuminata e
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