Transumanesimo, immortalità, felicità

Giacomo Samek Lodovici, Università Degli Studi Di Trieste, Università Degli Studi Di Trieste
2018
According to A. Allegra, the goal of transhumanism is to achieve a condition of immortality and happiness. This contribution focuses on this theme. First it reconstructs the features of transhuman earthly paradise: immortality and happiness, often considered coinciding with pleasure's maximization, and not infrequently demanding the removal of the body or the exercise of autoerotic sex. At the bottom of transhumanism emerges a gnostic soteriological tension. Then it considers some problems of
more » ... some problems of transhumanism, linked to the catastrophic threat of technology, to the identification between pleasure and happiness, about which the paper discusses the role of love and of 'shock emotions'. Finally it mentions the degradation of the transhuman condition and reflects on the true perfect happiness, in which a spiritualized body is also included. Secondo Antonio Allegra l'obiettivo finale del transumanesimo 1 , o perlomeno di un gran numero dei suoi esponenti, è il raggiungimento di una condizione di immortalità e felicità. In questo contributo ci concentreremo su questo tema, 1 In questo contributo non ci occupiamo del postumanesimo, bensì del transumanesimo: le due concezioni non sono del tutto identiche, come illustra di recente, per es., A. Allegra, Postumanismo e vitalismo. Note su un nodo teorico, «Studium ricerca», 2 (2018), pp. 86-91). Per una storia degli antecedenti del transumanesimo cfr., per es., N. Bostrom, A History of transumanist Thought, 2005, https://nickbostrom.com/papers/history.pdf. Svariati lavori di Bostrom si possono reperire sul suo sito https://nickbostrom.com/. Il programma di naturalizzazione dell'essere umano, con la sua risoluzione nelle altre forme viventi, espone il postumanesimo allì auto-contraddizione segnalata da A. Aguti, Compimento o potenziamento della vita umana?, in Id., La vita in questione. Potenziamento o compimento dell'essere umano?, Anthropologica 2011, La Scuola, Brescia 2011 può porsi un simile programma e ciò dimostra implicitamente la sua differenza rispetto alle forme del vivente»: la sua differenza che da taluni postumanisti è negata o che da altri non è negata, ma è considerata un disvalore (tanto è vero che bisogna annullarla): col che non c'è più l'auto-contraddizione e tuttavia emerge un motivo di biasimo: si progetta di far scomparire ciò che vale di più (in quanto è in grado di proporsi progetti e anzi di proporsi progetti benemeriti come è -secondo il postumanesimoil progetto di dissolversi nel continuum vivente) diluendolo in ciò che vale di meno (che vale di meno perché non è in grado di proporsi progetti e men che meno il progetto -reputato benemerito -di confluire nel continuum).
doi:10.13137/1825-5167/22617 fatcat:inpwfebrenaobc5auxx2ksnciu