Il Mediterraneo tra confine e crocevia. Scritture delle due rive: le opere di Giorgio Todde, Yasmina Khadra e Nourredine Saadi a confronto

Claudia Canu
2011 unpublished
Nell'intento di contribuire alla riflessione inerente il rapporto letteratura e spazio e in particolare dal punto di vista del limite, confine, frontiera, avanziamo, col seguente contributo, uno studio sul Mediterraneo in un'analisi che tende a mostrare attraverso i testi letterari numerosi punti di contatto tra culture alla volta vicine e lontane. In tale prospettiva ci interrogheremo sulla nozione di frontiera in uno spazio geografico caratterizzato dalla molteplicità e dalla pluralità che
more » ... la pluralità che tende a ripensare i limiti sia in termini geografici che culturali o immaginari: «La Méditerranée» come afferma Braudel «ne serait pas un paysage, mais d'innombrable paysages. Non pas une mer, mais une succession de mers. Non pas une civilisation, mais des civilisations entassées les unes sur les autres» (Braudel 1985: 8). Il Mediterraneo, quindi, non si può definire in maniera univoca, abitato dal "molteplice", si caratterizza in primo luogo come uno spazio plurale e stratificato. Questi presupposti di base ci permettono di introdurre la possibilità di innumerevoli scambi, di punti di convergenza e di divergenza, di storie condivise, dei contatti tra queste civilizzazioni che hanno lasciato in maniera più o meno marcata le loro tracce iscritte nella storia passata e presente. Sebbene il ricorso al molteplice sia probabilmente essenziale per gettare le basi di una definizione di ciò
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