PREVALENZA DEGLI ANTICORPI ANTI-HAV IN DONNE GRAVIDE E INCIDENZA NEI LORO FIGLI NEL CORSO DEL PRIMO ANNO DI VITA

V. Terulla, F. Zara, R. Brerra, C. Terulla, A. De Silvestri, S. Zucca, M. Dotta, D. Pizzini, E. Casali, F. Polatti, C. Belloni
2003 Microbiologia Medica  
I n u n ' a r e a a b a s s a / i n t e r m e d i a e n d e m i a (10-20/100000ab/anno), una elevata percentuale di donne al parto risulta HAV-sieronegativa. La presente ricerca si propone di valutare, su una popolazione di donne residenti a Pavia e rispettivi neonati lo stato di eventuale HAV-sieropositività e la presenza di HAV-RNA in campioni seriali di plasma e feci. Le donne gravide sono state valutate per la presenza di IgM-IgG anti-HAV.. A tutti i neonati arruolati è stata valutata la
more » ... tata valutata la reattività HAV-IgG eIgM alla nascita e sono stati prelevati campioni di feci al 1°, 2° e 3° mese di vita al fine di accertare l'eventuale escrezione di HAV-RNA in caso di infezione. La ricerca degli anticorpi anti-HAV IgG è stata eseguita mediante metodica MEIA (AxSYM HAVAB 2.0, Abbott Italia) dosaggio quantitativo utilizzando una curva di calibrazione a 5 calibratori: 0, 5, 10, 20, 50, 100 mIU/ml, la ricerca degli anticorpi HAV IgM è stata eseguita sempre con la stessa metodica MEIA (Axsym HAVAB-M 2.0 Abbott Italia). Nei campioni di feci è stata effettuata la ricerca dell'RNA virale mediante RT-PCR seguita da una nested-PCR al fine di elevare la sensibilità della metodica. Delle 269 coppie madre-bambino arruolate le IgM sono risultate negative in tutti i campioni, mentre le IgG sono risultate positive (>10 mIU/ml) in 69 coppie (25,6%; IC 95%: 20,5-31,3%). Ai bambini negativi sono stati raccolti 3 campioni di feci (al 1°, 2° e 3° mese di vita) per la determinazione dell'HAV-RNA. Disponiamo di 177 campioni di feci al 1° mese, di 139 al 2° e di 110 al 3° mese. Una bambina è risultata HAV-RNA positiva al 2° campione, mentre era negativa al 1° ed al 3°. Ci si propone di arruolare tutti i figli di madre HAV negativa e mantenutisi negativi ai 3 controlli dell'HAV-RNA fecale per la vaccinazione anti-HAV già nel 1° anno di vita. Introduzione. La diagnosi di laboratorio di infezione da Plasmodium falciparum (P.f.), P. vivax (P.v.), P. ovale (P.o.), P.malariae (P.m.), si basa sull'esame microscopico, tutt'ora indagine di riferimento, rapida e poco costosa, ma poco sensibile nel rivelare infezioni a bassa parassitemia e infezioni miste. Di recente, indagini molecolari avanzate, altamente sensibili e specifiche, si stanno opportunamente affiancando ai metodi tradizionali al fine di superarne i limiti. Tale opportunità è stata proposta a partire dal Febbraio 2002 presso il nostro laboratorio e qui verranno descritti i risultati fino ad oggi osservati (Febbraio 2002-Maggio 2003. Materiali e Metodi. Sono stati esaminati 178 campioni di sangue provenienti da 109 pazienti di cui erano noti i dati clinici. Tutti i primi campioni di ciascun paziente con sospetta malaria sono stati sottoposti a microscopia, saggio immunocromatografico (ICT Pf/Pv), e nested-PCR specie-specifica (18S DNA). La sola microscopia è stata utilizzata in tutti i pazienti nei campioni successivi al primo, per valutare l'efficacia della terapia. Risultati e Conclusioni. I risultati ottenuti dimostrano che la nested-PCR è complessivamente più sensibile e specifica delle indagini tradizionali. Infatti, è stato confermato mediante nested-PCR un caso di infezione da P. falciparum, sospettato in base a dati clinici ed epidemiologici, ma con risultato negativo alla microscopia. Inoltre, sono stati identificati, solo mediante nested-PCR, i plasmodi di 3 pazienti (2 con infezioni miste: 1 P.f. + P.m. e 1 P.f. + P.o. + P.m. e 1 con infezione da P.m.), identificabili solo genericamente (3 Plasmodium spp.) mediante microscopia. Infine, sono stati correttamente identificati, mediante nested-PCR, 2 casi di infezione da P. ovale, erroneamente identificati P. vivax mediante microscopia. D'altra parte, due casi di infezione da P. ovale, correttamente identificati mediante microscopia, non sono stati rivelati mediante nested-PCR, verosimilmente perché in presenza di 2 ceppi di plasmodio mutati nella sequenza bersaglio. Sono in corso studi per verificare tale ipotesi. Introduzione Lo scopo dello studio è stato quello di verificare le performance del sistema automatico BD Phoenix nei confronti di bacilli Gram negativi non fermentanti. Sono stati indagati: accuratezza dell'identificazione (ID), dell'antibiogramma (AST) e loro tempi di definizione. Le condizioni operative hanno tenuto conto delle realtà e delle esigenze di un laboratorio di routine ospedaliera. Il confronto è stato condotto Vs dati ottenuti con sistemi manuali di riferimento Materiali e metodi Sono stati processati (72) ceppi di Pseudomonas aeruginosa, (26) Stenotrophomonas maltophilia, (14) Acinetobacter lwoffii e (9) Acinetobacter baumanii. I ceppi di recente isolamento clinico sono stati processati in doppio mediante pannelli PHOENIX NMIC/ID4. Le sospensioni batteriche e l'inoculo dei pannelli sono state effettuate come indicato da specifiche metodiche, partendo da colonie sviluppatesi su agar Mac-Conkey. Contemporaneamente i ceppi sono stati identificati mediante gallerie API NE (Bio-Merieux) e l'anti-POSTER
doi:10.4081/mm.2003.4389 fatcat:u6toyzzs6raezgx4z2t4srdmzy