La tratta di donne a fini di sfruttamento sessuale: strumenti di contrasto e possibilità di intervento

Presentata Da:, Giorgia Stefani
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ASSOGGETTAMENTO 201 8.4. IL CONTRIBUTO DELLA VITTIMA NEL PROCEDIMENTO PENALE 207 8.4.1. IL RISCHIO DI UNA VITTIMIZZAZIONE SECONDARIA 210 CONCLUSIONI 212 BIBLIOGRAFIA 222 SITOGRAFIA 234 ALLEGATI 236 INTERVIEW WITH MAX WALTMAN 237 INTERVIEW WITH YVONNE SVANSTROM 249 7 un'ingiustizia, vissuto un evento drammatico. 3 La figura della vittima di reato è stata a lungo trascurata anche dagli studi criminologici, prima a causa dell'attenzione rivolta dalla scuola classica di diritto penale al
more » ... enale al fatto-reato e, successivamente, per via dell'interesse della scuola positiva di criminologia per il delinquente. 4 I primi studi sulla vittimologia risalgono agli anni quaranta: nel 1948, in particolare, con l'opera di Hans Von Hentig "The criminal and his victim", considerata la prima importante pubblicazione in ambito vittimologico, l'attenzione, sino a quel momento focalizzata solamente sull'autore del reato, per la prima volta si concentra sul carattere duale della reciprocità criminale, configurando il delitto come prodotto di un'interazione tra due persone: reo e vittima. Altri studiosi, quali Frederick Wertham, Benjamin Mendelsohn e Henri Ellenberger per citarne alcuni, si interessarono allo studio dell'interazione criminale, spiegando in che modo e perché la condotta dell'agente e l'atteggiamento della vittima possono generare o sviluppare la determinazione a delinquere, e auspicando il riconoscimento di un ruolo meno marginale alla vittima di reato. Gli studi più recenti, pur riconoscendo l'importanza dell'interazione duale autorevittima da cui ha origine il reato, si concentrano principalmente sugli atteggiamenti dell'uno verso l'altro e sulla percezione reciproca. Per spiegare il crimine, infatti, è necessario un approccio sistemico, di interpretazione globale della realtà in dove, tuttavia, il binomio criminale-vittima non deve essere scomposto. Come scrive Balloni, infatti, "la vittimologia è quella branca della criminologia che si interessa della vittima di un crimine e di tutto ciò che a questa si riallaccia, come la sua personalità, cioè i suoi tratti biologici, psicologici e morali, le sue caratteristiche socio-culturali, le sue relazioni con l'autore del reato ed infine il suo ruolo e l'eventuale influenza nella genesi e nella dinamica del delitto" 5 . In quest'ottica, lo scopo della vittimologia è, dunque, quello di contribuire allo sviluppo della criminologia attraverso lo studio della vittima, fornendo una serie di elementi 3 Bisi R. (a cura di), Vittimologia. Dinamiche relazionali tra vittimizzazione e mediazione, Franco Angeli, Milano, 2004, p.112. 4 Vezzadini S., op.cit. 5 Balloni A., Vittime, crimine, difesa sociale , Clueb, Bologna, 1989, p.1. più appetibili sul mercato della prostituzione 16 . Le nigeriane, pertanto, iniziarono a essere il primo gruppo di prostitute migranti presenti nel nostro paese. Il flusso di queste donne ha conosciuto, in Italia, un eccezionale incremento nei primi anni novanta, e si è mantenuto costante fino ad oggi, tanto che tuttora il nostro paese rimane la principale area di destinazione di donne nigeriane 17 . Secondo i dati emersi da una ricerca pubblicata nel 2010 dall'UNICRI e dal Ministero degli Affari Esteri, negli ultimi dieci anni sono state circa 25.000 le donne nigeriane coinvolte nel business della prostituzione, di cui 2.500 minorenni 18 . La condizione femminile in Nigeria è, a tutt'oggi, molto arretrata. Le donne subiscono sistematicamente gravi violazioni (è, ad esempio, molto diffusa la pratica della clitoridectomia, la mutilazione degli organi genitali femminili) e sono sottoposte ad azioni discriminatorie, dalle politiche amministrative e dalle credenze popolari 19 . L'organizzazione della rete criminale del racket nigeriano si caratterizza per delle peculiarità sia nei modelli coercitivi usati per costringere le ragazze a prostituirsi, sia per le modalità di reclutamento e le figure che ruotano attorno alla tratta. Lo sfruttamento sessuale per opera di attori nigeriani, infatti, gravita attorno ad un network costituito quasi interamente da elementi appartenenti allo stato di origine 20 . A differenza delle organizzazioni criminali dei Paesi dell'Europa dell'est, che usano la violenza come strumento coercitivo, in Nigeria il business delle donne si basa su un vero e proprio "patto", sancito attraverso elementi religiosi molto presenti nella cultura e nella tradizione del paese africano. Principale obiettivo dei trafficanti sono le ragazze tra i 14 e i 22 anni 21 . Il primo contatto con la rete criminale avviene attraverso lo sponsor, spesso un amico o una persona comunque vicina all'ambiente familiare della ragazza. Lo sponsor è il primo investitore, colui (o colei) che recluta le ragazze dai villaggi rurali e dalle aree più povere del Paese, si offre di sostenere le spese del viaggio in Europa, illudendo le 16 Ibidem. 17 Ibidem, p.70. 18 UNICRI, Cooperazione allo sviluppo-Ministero degli affari esteri, Associazione Parsec, La tratta delle minorenni nigeriane in Italia. I dati, i racconti, i servizi sociali, Roma, aprile 2010. 19 Carrisi G., La fabbrica delle prostitute. Un viaggio nel mercato criminale del sesso, dai villaggi della Nigeria ai marciapiedi italiani, Newton Compton, Roma, 2011.
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