Società Ligure di Storia Patria-biblioteca digitale-2011

Della Società, Ligure Di, Giacomo Bracelli, A Suo, Carlo Bra, Ggio
unpublished
Il ms. consta di 468 pag. modernamente numerate, ed è scritto da diversi menanti, tutti però dello stesso tempo. È di esso ch' io mi varrò largamente in questa monografia, giovandomi sempre dell' indicazione : ms. Br. (2) Ms. Br. c. 135, senza data, ma se due lettere al Riccio ed a Rolando da Corte (praecl. ac cclcbrat. iuris ulriusque doctori d. RoL a Curie, patri curn primis Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 parere, un suo fuggevole accenno in una lettera a P o g g io
more » ... ettera a P o g g io Bracciolini: -« Credo ti ricorderai, gli scrive l' um a nista genovese, del tempo che, stando noi in B o lo g n a , ed essendo caduto il discorso sulla mia patria, tu dicesti che avevi rinvenuto in un libro di scrittore trancese, compilazione della storia di molte genti, questo ricordo, che Genova fu, sono appena quattrocent anni, saccheg giata da' saraceni » ( i) . Ma il Bracelli alludeva , per opinione mia, al tempo che era stato inviato com e am basciatore nel ' 36 a Papa Eugenio IV ed a fiorentini. Difatti a Bologna erasi recato a' 18 aprile di quell anno il Pontefice e con esso, come segretario apostolico, anche il Poggio (2). I fi<;li, e ne ebbe due, Stefano ed A n ton io, alterna rono, se capisco bene gli accenni dell epistolario, la di mora in Bologna con quella in P a v ia , attendendo entrambi al diritto civile. Antonio sembra a\esse la pre dilezione paterna, e la riuscita giustificherebbe, del resto, questo piccolo debole del padre. Ecco il suo stato di servizio, quale lo desumo dal Federici (3)--a. 1460. Mandato ambasciatore al papa per con gratularsi della promozione del card. Fregoso. -a. 1462, 1464. Eletto anziano. colendo) entrambe del 1 4 , o 15 ottobre 1 4 5 6 , >:> danno A n to n io c o m e già partito da Pavia, avendovi conseguito il dottorato, si dovrà r is a lire , p er la lettera al De Mari, a tre o quattr' anni prima, ossia al 'S2. (1) Lett. 18 febbraio 1449. « Ext-in codice ms* E P ist0,arum Iacobi B r;u:ellei* apud Io. Thomam Cavanam ». -Mi venne favorita insieme con altre due, del Poggio al Bracelli, e di questo al Poggio, dall' egregio e dotto am ico. Prof. N eri. Ed a lui ed al Comm. Belgrano, m ' è caro attestare l' animo m io sinceram ente grato, per i molti aiuti, onde con la liberalità loro solita, mi furon o cortesi. (2) G r eg o r o v iu s; Storia della città di Roma, \ enezia, A n to n clli, 1 S 7 5 , V II, 6 5. (3) F e d e r i c i ; op. c it., 1 5 7 segg. -12 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Dal canto suo, pago della modesta agiatezza che gli era consentita, non partecipò punto alla vita zingaresca che tanti, e notai e letterati, si piacevano di fare. Egli visse e mori nella cancelleria genovese, e si che dalle loro terre si potesse cavar grano e condurlo a Genova. G iu s t in ia n i, Annali, libro V, ad a. 1435. Nel '45 id. al duca di Milano per concludere tra gli Adorno che allora do minavano in Genova e il duca un trattato d' amicizia , volto a mettere un termine alle reciproche diffidenze ed animosità ed assicurare lo Stato contro i Fieschi e Campofregoso (Cfr. un erudito articolo del Neri in Giorn. Ligust a. X V, 161 segg.). Nel '47 id. al re Alfonso per riparare ai capitoli dannosi allo Stato stipulati dal nobile Araone Cibo, dandogli commissione, se il re acconsentisse, di rego lare detti capitoli secondo 1 istruzione datagli 5 se no, di ritornarsene. Se crediamo al G i s c a r d i ( Origine e fasti delle fam iglie genovesi; ms. p. 126) il re a dimostrare il suo gradimento mandò in dono al Bracelli una collana d' oro con medaglia. E non ebbe ad essere piccola impresa lasciare soddisfatti ad un tempo I' Aragonese ed i suoi Signori, dopo il precedente di Araone Cibo. Rade volte in un documento rilasciato da Signori, si troveranno parole più veementi contro 1 operato di un agente infedele, di quelle che si leggono a carico di costui nell' istruzione al Bracelli, 7 dicembre 1447. Ne trascrivo un periodo: « .... non admirari non potuimus vehementer videre contra iussa nostra eum Alaonem, sine ulla honesta cogitatione, ea capitula ac conventiones transigisse et lta» post admirationem, in indignationem iramque pervenimus ut nisi reverentiam regiae illius maiestatis nos movisset, supplicio ultimo illum damnatum punissemus ». (Arch. di Stato in Genova, Diversorum, f. 1). Riporterò per intero la lettera con cui il card. Capra accompagnava gli am basciatori, ed è anche testimonio del conto in cui si teneva fin d' allora il N ostro : Illustrissime princeps ac preclarissime domine noster. A d excellcnlte vestre conspectum veniunt generosi et egregii cives nostri dilectissimi, dominus Andreas Bartholomeus Imperialis doctor legum insignis, Isnardus de Goarco, Bartholomeus lustinianus, Gaspar M arruffus, Dorinus de Grim aldis, Petrus Spi nula quondam egregii C ipnani, sex legati nostri et cum eis dilectus cancellarius noster Jacobus de Bracellis, ut leticiam huius civitatis ex tam allo connubio conce ptam, adventu suo testentur et in bis felicibus nuptiis celsitudini vestre congratulentur. Eidem itaque humillime supplicamus ut devotionem lmius civitatis gratam habeat, in quibus referendis . . . velit eis fidem adhibere indubiam ceu nobis. Data 1428, dìe XXI■ sept. (Arch. di Stato in Genova, Litterar. n. 3, canc. Bracelli). -15 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 De Republica di Cicerone. -« Multi autem Italici fuerunt, qui Ciceronis opera, maxime De Republica summa diligentia quaesierunt, sed frustra ». -E il Fazio stupiva che non si rinvenissero libri latini presso 1 (1) Ms. Br. c. 27, lettera $ nov. 14 57, egregio adolescenti Q i. Ius--* ^c' gem ego cognovi et quidem senem, multorum maximorumque regnorum administratione gravatum, multas eodem die legationes audientem, iisque responsa dantem, bella mari terraque gerere nec venationes negligere, nec, ut quidam loquebantur, amores, et tamen his ipsis diebus disputationes audire solitum, nec una unquam die a lectione cessasse ». -24 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Ille etenim promptus cunctas Orientis ad oras Ivit ab humanis nulla pericla timens. Non pelagus, saevasque ferast non tela, ncque hostes Extimuit, habilis semper et ille fu it. Ergo quae antiqui caelarunt mollius aera% Viva quoque inspexit marmoris ora virum. Gentibus ignoti vidit animalia N ili, Et quidquid tanti fluminis unda creat. Atque ea cuncta quidem fidis partitur amicis Et manibus largis est benefactor eis. Humani generis curùmque in pectore gestat....... 11 Prof. Belgrano mi dà cortesemente notizia che nell' esemplare degli Scrittori del S oprani, posseduto ora dalla Biblioteca universitaria di Genova e già pro prietà dello Spotorno, di mano di quest' ultimo leggesi a p. 55 la seguente -27 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Degnati dunque, o figlio di Tritonia, Alta Pallade, o rcttor di sua scola, Porgermi un motto, un metro, una parola Di tua lingua bagnata in Eliconia. Non imputare torse ad arrogantia Questo mio dimandar presuntuoso Piuttosto a grande amor eh' ad ignorantia. Se io sono di imparar desideroso Dal tuo bel fonte di tanta abundantia Non mel negare, delle muse o sposo. Io mando a te queste mie rude rime Sotto 'l correger de tue docte lime (i). (2) Ms. Br. c. 123, Genova, 2 luglio 1440. -Piget quod delitias tuas marmorea signa petierim, inopem enim te, quod ignorabam, earum rerum liberalitas fecit. Itaque oro te desinas statuam ad me mittere : si quis vero casus effecerit, ut eiusmodi statuarum copia tibi sit, tunc patiar ut electo aliquo Phidiaco vel Polycletico opere meas aedes, quae tuae sunt, exornes. -Questa con altre due lettere ad Andreolo, trovasi anche come appendice in A en eae P l a t ., op. cit., Ge nova 1645. (3) Cfr. Belg r a n o , art. cit. Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 (1) Martene et D u r a n d ; op. cit., lett. cit., Vi si parla del codice P lautino posseduto dal card. Orsino e richiesto dal Traversari. Il Sabbadini ne fissa la data al 18 novembre 1430. Cfr. Guarino Veronese e g li archetipi d i Celso e Plauto, Livorno 1886. -50 -1 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 -56 -Prima d' allora l' ingegno vivo e potente del popolano genovese ebbe, se giudico bene, ad essere dirozzato appena da una certa pratica curialesca. E i panegirici di Ciriaco, del V egio, del Piccolomini, le cortesi lettere del Filelfo, del Bracelli 1' avranno consolato della fred dezza e noncuranza che i suoi concittadini affettavano per lui. Nell' informazione che il Consiglio degli Anziani e 1' ufficio di Balìa indirizzò ad Arrigo V I d' Inghilterra: « si copre con uno studiato silenzio la m em oria dello strenuissimo capitano, e si chiama, è v e r o , la vittoria di Ponza meravigliosa e al secolo presente inaudita, ma non voluta da umano proposito, non conseguita dalle forze genovesi, bensì donata non da altri che dal Cielo » ( i ) . Di Enea Silvio resta il carme pubblicato, tra gli scritti inediti del celebre pontefice, dal prof. C ugnoni (2 ). E po steriore di parecchi anni al '3 5, ma si riferisce a questo tempo, quando il Piccolomini faceva dimora nella capitale lombarda, maturando nella modesta fortuna d' allora le speranze ed ambizioni future (3). « T u solo, o Assereto, dice il carme, tra le perigliose pugne su d' un mare infesto e i gloriati trionfi sul nemico, ti fai venire compagna la Musa. Assai diverso da certi magnanimi capitani che son (1) Belg r a x o , art. cit. (2) A tti d. R . Accademia dei L in c e i, serie terza, voi. V i l i. (3) Forse anche prima che in Milano, Enea Silvio ebbe opportunità di cono scere in Genova 1' A ssereto, nell' occasione di una visita che egli vi fece tra il '32 e il '35. Di essa porge infatti sicura notizia una lettera dello stesso Piccolomini, che per alcuni riguardi mi sembra importante e il cui testo rim ando quindi al Documento V I in fine. Parlandovisi delle festose accoglienze, che vennero fatte agli illustri ospiti da Oldrado di Lanipugnano e da O pizzino di Alzate in nome del duca di Milano, era assai facile stabilire la data approssim ativa. Debbo comunicazione del documento all' usata squisita gentilezza del com m . Belgrano, che ne chiese per me copia al cav. Lisini, dirett. dell' A rch . di Stato in Siena. Ai due egregi uomini rendo qui pubbliche grazie. Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 sempre in bocca al volgo e cui la fama leva alle stelle, i quali scacciano i poeti ed esclamano : chi ormai scri verà versi? chi, se non l' ebbro di vino »? Ed il poeta esclama con risentimento quasi personale: H aui ignota cano, nostraque etate probatum est, Ingenium armato displicuisse duci. Non così 1' Assereto, e nel carme s' introduce 1' amico Maffeo Vegio a tesserne un amplissimo elogio. -« Perchè 1' Assereto pur in mezzo alle armi ama di tanto amore le Aonie »? Così interroga il Piccolomini: ed il Vegio a rispon dere : « Biagio vuol correre ambo le vie dell' antico va lore ; or piacesi di Virgilio, or prende diletto d' Omero, e non manco legge di poesia che di storia. Né paia strano 1' amor suo verso i poeti, se è vero che ogni uomo brama la società de' suoi pari : già da gran pezza Minerva non si era mostrata fra lo strepito dell' armi ; ma il tempo nostro non può trovare alcuno che somigli all' Assereto. Per ciò appunto gli consacro 1' elogio : raros vult mea Musa viros » (i). Lettere private del Bracelli al grande capitano trovo due, dello stesso anno 1445, ma l' intonazione del linguaggio attesta che la loro amicizia durava da lungo tem po, costante e cordiale (2). (1) Riporto l' ottimo sunto che fa di questo passo il Belgrano, art. cit, (2) Quod me immodice laudas, quod mea tantopere laudas, eo certe errore fit quo fa c ile falluntur amantes: inde quoque est quod absentia tristis e s , quod litteris recrearis. E g o , mi B lasi, praeter eam humanitatem qua caeleris praeis, facile per suadeo mihi, dum te ad illorum temporum memoriam revocas quibus ut adolescentes vixim us, dum postea ad sequentium annorum recordationem transis qui tios eodem munere fungentes in curia devinxerunt, tibi videri me et reliquos illorum temporum, si qui medo sunt reliqui, recte ac proprie tuos esse, quos si laudas, non aliena, sed tua laudas. Ms. Br., c. ioo, lett. 5 giugno 1445. -57 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011 Segue la lettera dedicatoria di Agostino Giustiniani vescovo di Nebbio a Renato di Savoia, colla data: Parisiis Idibus A p rilis , M D X X . L a num erazione incomincia dalla terza carta con numeri rom ani, in questo m o d o : fb. IH e seguita fino a fo. L X X I. Al fo. LII si legge : Epistolas quasda prestantissimi D om ini Jacobi Bracellei G enuensis / quas dispersas invenimus, hic ordinatim scripsimus. Ed al fo. L IV : Epistolae sequentes quib. nomen Jacobi Bracellei non prae / p o n it u r , non sunt -66 -Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2011
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