L'utilizzo delle protesi endoscopiche nella patologia dell'apparato digerente metodi, tecniche, farmaci

G Bogliolo, G Martino, A Fulvio, M Tonda, P Pontone
2006 unpublished
Introduzione Il primo tentativo di posizionamento di una pro-tesi all'interno del tubo digerente risale al 1845 quando Leroy d'Etoille tentò, senza successo, l'intro-duzione perorale di una protesi di avorio decalcifica-to in esofago. Il primo successo riportato in letteratu-ra fu ottenuto nel 1885 da Sir Charles Symonds che utilizzò un tubo di drenaggio. Nel 1955 Coyas posi-zionò la prima protesi esofagea in materiale plastico. L'utilizzo di protesi ad introduzione per via endosco-pica per
more » ... ndosco-pica per patologie dell'apparato digerente sia benigne che maligne ha avuto negli ultimi anni un considere-vole sviluppo. Non è superfluo ricordare che bisogna fare riferi-mento, quando si sceglie una protesi da impiantare, non solo alle condizioni generali del paziente ed allo stadio della patologia per la quale deve essere trattato, ma anche alla aspettative ed alla qualità di vita resi-dua. L'utilizzo dell'endoscopio ha semplificato note-volmente tale metodica permettendone un uso più vasto specialmente nei pazienti per i quali è controin-dicato l'intervento chirurgico. L'apposizione di endo-protesi è ben tollerata dai pazienti, non necessita di anestesia e comporta rischi relativamente minimi. Le nuove protesi metalliche autoespansibili permettono di risolvere stenosi anche molto serrate e, rispetto a quelle in plastica, la dilatazione non è quasi mai necessaria con riduzione dei rischi che da questa deri-vano. Si ottengono, in termini di sopravvivenza e di qualità di vita, buoni risultati. Sulla scorta dei risultati ottenuti con l'impiego di endoprotesi esofagee, si sta utilizzando tale metodica anche in ambito colo-rettale dove l'esperienza è però notevolmente inferiore. È stato considerato, infine, l'uso di endoprotesi nella patologia biliare, dove il RIASSUNTO: L'utilizzo delle protesi endoscopiche nella patologia dell'apparato digerente. G. BOGLIOLO, G. MARTINO, A. DI FULVIO, M. TONDA e P. PONTONE L'utilizzo di protesi ad introduzione per via endoscopica per patologie dell'apparato digerente sia benigne che maligne ha avuto negli ultimi anni un considerevole sviluppo. Il posizionamento delle endoprotesi è ben tollerato dai pazienti, non necessita di anestesia e comporta rischi relativamente minimi. Le nuove protesi metalliche autoespansibili permettono di risolve-re stenosi anche molto serrate senza quasi mai necessità di dilatazio-ne, con riduzione dei rischi che da questa derivano. Viene riportata una revisione dell'esperienza di protesizzazione per patologie dell'apparato digerente e vengono discussi le indicazioni, i limiti e le complicanze, sulla scorta dei dati dalla letteratura inter-nazionale. SUMMARY: Endoscopic endoprosthesis insertion in the treatment of digestive diseases. G. BOGLIOLO, G. MARTINO, A. DI FULVIO, M. TONDA e P. PONTONE Over the last few years the use of endoscopically placed endopros-theses for benign and malignant digestive diseases has considerably developed. The endoscopic placement of prostheses is usually well tolerated by patients; it does not require anaesthesia and it is a relatively low-risk procedure. New self-expandable metallic prostheses allow to treat even very tight stenoses; they do not usually require dilatation, therefore reducing the risks involved in dilatation procedure. This study presents a review of experience with prostheses placement in digestive diseases. Indications, limits and complications will be discussed according to data reported in the international literature.
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