Reduced incidence of Staphylococcus isolation in nosocomial setting after introducing preoperative antibiotic prophylaxis guidelines 250 2007

Gianni Gattuso, Davide Berra, Loredana Palvarini, Donatella Tomasoni, Cristina Chiarelli, Raffaello Stradoni, Alfredo Scalzini
2007 Le Infezioni in Medicina   unpublished
L a problematica delle infezioni nosocomiali da germi Gram positivi, anche antibiotico-resi-stenti come Staphylococcus aureus meticillino-resistente (MRSA) e stafilococchi coagulasi-nega-tivi meticillino-resistenti, è divenuta di estrema attualità negli ultimi anni in relazione a moltepli-ci fattori che contribuiscono a rendere i pazienti più suscettibili ed esposti a tali rischi infettivi. Certamente la popolazione ospedaliera costitui-ta da pazienti anziani, immunodepressi, sottopo-sti a
more » ... che chirurgiche e a manovre invasive in reparti ove si realizza una "pressione" antibioti-ca elevata e costante rappresenta un bersaglio pre-ferenziale per questa tipologia di microorganismi. Chambers HF ha sintetizzato i fattori di rischio per acquisizione di MRSA da parte dei pazienti, ponendo l'accento sull'anamnesi positiva per o-spedalizzazione frequente, sul rischio dovuto ad intervento chirurgico e alla degenza in Unità di Terapia Intensiva, sulla colonizzazione da MRSA ed sulla presenza di ustioni e/o ampie ferite [1]. Da una breve metanalisi della letteratura inter-nazionale, è possibile rilevare come recentemen-te siano comparsi numerosi lavori inerenti la pre-valenza e l'incidenza di Stafilococco in ambiente nosocomiale, anche finalizzati alla valutazione della validità e della cost-effectiveness delle pratiche di monitoraggio e soprattutto di controllo della diffusione di tale microorganismo. Lo studio di sorveglianza NNISS pubblicato nel 2003, relativo agli anni 1992-2003, dimostra come il 57% degli isolati di Staphylococcus aureus causa di infezioni in ICU sia rappresentato da ceppi me-ticillino-resistenti; i dati del sistema di sorve-glianza dell'UK nel 2004, riferiti da D. Livermore, evidenziano come MRSA sia l'agente eziologico nel 43% dei casi di sepsi stafilococciche ospeda-liere [2, 3]. Invece in altri Paesi, ove sono state da tempo introdotte metodiche di identificazione precoce anche della colonizzazione, di controllo attraverso la bonifica e l'isolamento e la corretta gestione dei casi, l'incidenza di MRSA è molto in-feriore [4, 5]. Dalla valutazione dei dati di sorve-glianza epidemiologica EARSS si rileva come e-sistano sostanziali differenze in termini di inci-denza di MRSA tra i Paesi del Nord-Europa che hanno adottato precocemente stringenti iniziati-ve di controllo e gestione ospedaliera delle colo-nizzazioni ed infezioni stafilococciche, confron-tati con altri Paesi che non hanno fatto ricorso a ta-li misure di controllo della diffusione di MRSA: e-siste un netto gradiente Nord-Sud, in quanto Lavori originali Original articles
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