Il morire e la morte oggi. Breve riflessione linguistica

Ludovica Maconi
2019 Italiano digitale  
l verbo morire e il sostantivo morte appartengono alle parole fondamentali della lingua, così De Mauro, nel suo grande vocabolario, marca le circa 2.000 parole ad altissima frequenza di cui tutti abbiamo esperienza. Come noto, morire e morte hanno corrispondenti latini diretti, arrivati in italiano per tradizione popolare. Longeve e imperiture, le due parole trovano documentazione antica in italiano. Tra i primi testi che riportano queste due forme, si segnala il Cantico delle creature di San
more » ... e creature di San Francesco, risalente al 1224, esempio di poesia religiosa in volgare, nel quale si ringrazia Dio per tutto ciò che proviene da lui, dolore e morte compresi. Celebri i versi "Laudato si', mi' Signore, per sora nostra morte corporale, / da la quale nullu homo vivente po' skappare: / guai a cquelli ke morranno ne le peccata mortali". Un po' prima, a cavallo tra XII e XIII secolo, la morte compare nei Sermoni subalpini, una raccolta di prediche in volgare piemontese. Ugualmente antiche sono pure le prime attestazioni del verbo morire in documenti di vita cittadina, a cominciare dal 1219 con il Breve di Montieri, statuto del comune toscano di Montieri in provincia di Grosseto. Più noti gli esempi tratti dalla letteratura, con i poeti della scuola siciliana e il Novellino. Non mancano inoltre attestazioni in bestiari medievali.
doi:10.35948/2532-9006/2020.3175 fatcat:3bvanhw6bfa4ja7jwkvyx2szx4