From literature and web

Remo Melchio, Christian Bracco
2007 Emergency Care Journal  
Materiale protetto da copyright. Non fotocopiare o distribuire elettronicamente senza l'autorizzazione scritta dell'editore. revisioni dalla letteratura e dal web 43 emergency care journal emergency care journal -organizzazione, clinica, ricerca • Anno III numero IV • Agosto 2007 • www.ecj.it ALS pre-ospedaliero nel paziente con dispnea La dispnea rappresenta uno dei sintomi che più frequentemente conducono all'attivazione dei sistemi territoriali di emergenza: operatori pre-ospedalieri
more » ... ospedalieri addestrati secondo i protocolli ALS (Advanced Life Support) con tecniche di gestione avanzata delle vie aeree e uso di farmaci dovrebbero essere in grado di fornire un trattamento migliore ai pazienti con insufficienza respiratoria rispetto a semplici operatori BLS. I ricercatori canadesi autori di questo studio multicentrico controllato (Ontario Prehospital Advanced Life Support, OPALS) hanno voluto confrontare la prognosi dei pazienti con insufficienza respiratoria prima e dopo l'introduzione di un addestramento ALS ai paramedici già formati BLS che gestiscono le ambulanze del soccorso territoriale. Lo studio ha coinvolto 15 servizi pre-ospedalieri dell'Ontario, per un totale di oltre 8000 pazienti, una metà circa valutati nella fase "prima" e una metà nella fase "dopo" l'introduzione dei paramedici addestrati ALS: ciascuna delle due fasi di osservazione è durata 6 mesi. I risultati dell'outcome principale documentano una riduzione assoluta della mortalità alla dimissione dall'ospedale dell'1,9% (dal 14,3% al 12,4%). Tuttavia il beneficio sembrerebbe verificarsi soprattutto nella fase "ospedaliera" del ricovero. L'intubazione è stata effettuata nell'1,4% dei casi e farmaci endovenosi (soprattutto furosemide) sono stati somministrati nel 15% dei casi. L'analisi dei sottogruppi mostrerebbe un beneficio maggiore nei pazienti con scompenso cardiaco. L'uso di albuterolo nebulizzato e di nitroglicerina passava dal 15% al 60% tra i due periodi. Gli Autori concludono che, benché lo studio dimostri una riduzione significativa della mortalità, non è chiaro se questi dati siano sufficienti per giustificare l'implementazione su larga scala di un programma di questo tipo. Commento. Si tratta di un interessante studio che si colloca però in un setting diverso rispetto alla realtà italiana, in cui il servizio di emergenza territoriale è gestito da personale medico. Nell'esperienza canadese i paramedici di primary care ricevevano una formazione intensiva alle manovre di base di 10 mesi, quindi venivano addestrati in un corso di 6 mesi alla gestione avanzata ALS. Dai dati inoltre emerge che meno del 10% della mortalità avveniva nella fase prericovero, ma l'analisi multivariata confermava che la fase ALS dello studio rappresentava un predittore indipendente di prognosi migliore, verosimilmente per la miglior stabilizzazione dei pazienti all'arrivo in ospedale. Stiell IG et al. Advanced Life Support for Out-of-Hospital Respiratory Distress. New Engl J Med 2007; 356: 2156-64. Riconoscere precocemente i segni della malattia di Lyme In Pronto Soccorso succede con una certa frequenza di valutare pazienti con alterazioni della cute, che non raramente sottendono a una patologia sistemica, spesso di tipo infettivo: la malattia di Lyme, una malattia infettiva causata da Borrelia Burgdorferi e veicolata dalla zecca, si manifesta con una lesione cutanea patognomonica, l'eritema migrans, il cui pronto riconoscimento consente di instaurare la terapia antibiotica che ne impedisce l'evoluzione e le complicanze sistemiche. Può risultare pertanto utile agli operatori dell'emergenza la lettura dell'articolo di Tibbles et al., comparso sul numero di giugno di JAMA, in cui gli Autori hanno effettuato un'analisi sistematica della letteratura per definire i criteri diagnostici clinici (anamnestici e dell'esame obiettivo) dell'eritema migrans. Esso ha inizio in genere nella sede della puntura di zecca, con una macula o una papula eritematosa che nella sua forma tipica si espande nell'arco di giorni o settimane per formare una larga lesione tondeggiante, del diametro di oltre 5 cm, che tende a risolvere al centro lasciando un margine periferico in espansione centrifuga. In concomitanza con l'eritema migrans possono comparire
doi:10.4081/ecj.2007.4.43 fatcat:m6cce7qfqjdhboce4kqwsq54ca