VALUTAZIONE DELLA PREVALENZA DI INFEZIONE DA PATOGENI A TRASMISSIONE SESSUALE E PARENTERALE IN UN GRUPPO DI SOGGETTI AD ALTO RISCHIO NON SOTTOPOSTI IN PRECEDENZA AD ALCUNO SCREENING SPECIFICO PRESSO STRUTTURE DEL S.S.N

C. Baldassarre, G.A. Giovannetti, C. Zevino, E. Sorrettone, G. Allegretti de Lista, A. Crea, A. Mazzella
2003 Microbiologia Medica  
Si presentano i risultati preliminari selezionati nell'ambito di uno studio più ampio, finanziato dall'I.S.S., sui principali patogeni a trasmissione sessuale e parenterale in soggetti a comportamenti a rischio non afferenti ai servizi di assistenza sia pubblici che privati. Nostro obiettivo è stato considerare la prevalenza di queste infezioni in un "sommerso" importante per la valutazione di prevalenza e incidenza nella popolazione generale dell'area metropolitana di Napoli e hinterland
more » ... e hinterland casertano. Materiali e metodi: la fase operativa dello studio è iniziata a luglio 2002 ed è terminata nel febbraio 2003. Sono stati contattati per strada n. 673 soggetti con comportamenti ad alto rischio: in 253 casi è stato possibile effettuare "sul territorio", con l'ausilio di una unità mobile attrezzata, prelievi ematici per lo screening delle seguenti infezioni: HIV, HBV, HCV, Lue. La ricerca degli anticorpi anti HIV è stata eseguita con il test combinato HIVAg p24/ HIVAb della ditta Roche, i sieropositivi sono stati confermati con metodo W.B. (ditta Biorad), gli anticorpi anti HCV, HBV e l'antigene HBs sono stati determinati con il test ELISA (ditta Roche), i tests di conferma HCV con il metodo RIBA della ditta Ortho, la VDRL è stata eseguita con metodo RPR (ditta Biomérieux). Risultati: i soggetti esaminati sono stati divisi per età, sesso, nazionalità e categoria a rischio; i dati ottenuti sono stati correlati con quelli di soggetti a rischio sottoposti a monitoraggio diagnostico presso i Se.R.T. e gli ambulatori del S.S.N. I risultati confermano la bassa prevalenza degli infetti HIV nella città di Napoli e hinterland casertano in una popolazione ad alto rischio: infatti è stata riscontrata positività in 17 soggetti, pari ad una prevalenza del 6,7%. Tale prevalenza è comunque risultata tre volte superiore a quella dei servizi napoletani di screening e assistenza sanitaria a soggetti con comportamenti a rischio. Anche per l'infezione luetica si è riscontrata una prevalenza più elevata (9,1%): in particolare sono risultati positive donne che praticano la prostituzione. Al contrario la prevalenza dell'infezione all'HCV è stata riscontrata irrilevante (1,3%) nei soggetti con il solo fattore di rischio prostituzione e sale al 41,7% quando al rischio sessuale si aggiunge quello parenterale della T.D. Per l'epatite B nel campione esaminato la positività dell'HBsAg è stata riscontrata nel 7,1% e la presenza di anticorpi nel 40 % dei soggetti esaminati. Conclusioni: i risultati della ricerca hanno permesso di conoscere uno "spaccato" di popolazione ad alto rischio di contagio per le infezioni sessualmente e parenteralmente trasmesse che non erano a conoscenza del loro stato sierologico. Riteniamo che l'offerta attiva di prelievi ematici per la ricerca dei patogeni succitati, nell'ambito di una attività svolta per "strada", può dare valide indicazioni circa la situazio-ne epidemiologica della popolazione a rischio che sfugge al monitoraggio dei servizi di assistenza sanitaria nazionale. Maggiori conoscenze in gruppi esposti a differenti fattori di rischio permette di dare una migliore stima della diffusione dell'infezione HIV e pertanto consente di programmare strategie più valide e utili a ridurre la trasmissione dell'infezione in particolare nella popolazione a rischio prevalentemente sessuale. I Norovirus, appartenenti alla famiglia Caliciviridae e precedentemente noti come "Norwalk-like virus" (NLV), costituiscono una delle principali cause di episodi epidemici e sporadici di gastroenterite acuta non-batterica sia nei bambini che negli adulti. La mancanza di sistemi cellulari in vitro e di modelli animali efficaci per la propagazione di NLV hanno compromesso lo studio di questi virus, fino alla recente introduzione di metodi molecolari basati sull'amplificazione dell'acido nucleico. In questo studio è stata valutata la prevalenza di infezione da NLV su campioni di feci appartenenti a soggetti ricoverati od osservati ambulatorialmente presso l'Ospedale Maggiore di Parma nel corso dell'anno 2002 e sottoposti ad indagini virologiche mediante sia microscopia elettronica sia esame colturale convenzionale. Per la ricerca di NLV è stata utilizzata una reazione polimerasica a catena previa retrotrascrizione di tipo nested (nRT-PCR), da noi messa a punto, in grado di amplificare una regione del gene codificante per l'RNA polimerasi virale. Dei 674 campioni di feci saggiati appartenenti a 623 pazienti prevalentemente pediatrici con gastroenterite acuta, 70 (10,4%) sono risultati positivi per NLV mediante nRT-PCR, in 9 casi associati a rotavirus, in 7 ad adenovirus ed in 4 a picornavirus-simili, rivelando una prevalenza complessiva di infezione dell'11,2% (70 su 623). Dei 70 ceppi di NLV rivelati, 45, sottoposti a RT-PCR "seminested" per l'identificazione del genogruppo di appartenenza, sono risultati positivi per genogruppo II. Dei 70 pazienti con infezione da NLV, il 74,3% aveva un'età compresa tra 0 e 4 anni, il 18,6% tra 5 e 12 anni, il 4,3% maggiore di 12 anni (di due pazienti l'età non era disponibile). L'infezione, riscontrata in ogni mese dell'anno eccetto Giugno, ha rivelato una maggiore incidenza nel periodo autunno-inverno (84,3%: 59 su 70) con due picchi stagionali in Settembre e in Novembre. Verranno discussi i dati epidemiologici relativi ai casi di infezione da NLV anche a confronto con quelli relativi agli altri agenti virali rivelati nella popolazione esaminata. volume 18, numero 2, 2003 POSTER Microbiologia M e d i c a 169
doi:10.4081/mm.2003.4376 fatcat:ua4i7vbufbcpnl7rokpfbbxgpa