Via Del Corno: Spazio per lo sguardo, spazio dell'ascolto. Note per uno studio sul problema della rappresentazione dello spazio nel romanzo

Adriana De Bernardo
2005 Philología Hispalensis  
The object of this paper is an investigation into the ways in which fictional space is activated in Cronache di poveri amanti, a novel by the Florentine writer Vasco Pratolini. The study seeks to identify the perceptive (both audio and visual) poles on which the readers of this twentiethcentury novel rely, in order to enter the represented and/or representing space of the text. It analyses the specific and individual perception of the working or domestic space of each character which is
more » ... er which is activated by the author by means of an in-depth study of sensory categories. The article's emphasis on the processes of spacialization as the plotting engines of the Cronache highlights a different critical approach to the problem of the representation of space in novels, thus pointing to a possible overcoming of the hermeneutic criterion of the figurativeness. Se una visione panoramica dà consistenza all'incipit descrittivo de Il Quartiere -in cui la voce narrante schiude al lettore le principali linee direttive dell'orientamento topografico e affettivo, per poi puntare gradualmente l'obiettivo su ciascuna delle componenti dello spazio indicato-un ingresso in medias res, per così dire (articolato in una fitta serie di primi piani relativi ad accadimenti da poco compiutisi), immette, invece, nell'atmosfera notturna di un vicolo urbano, come se al lettore delle Cronache di poveri amanti fosse riconosciuta una competenza orientativa già acquisita. E tuttavia nell'incipit di questo romanzo emerge, attraverso la nominazione di alcuni luoghi, un altro tipo di mappa: se non orientativa, essa è di natura simbolica più di quanto non possa apparire a prima vista. Per la disposizione e i personaggi a cui rinviano, l'albergo Cervia, la camera della Signora, la mascalcia di Corrado, la bottega del Nesi, rappresentano dei potenti centri di attrazione da cui vedremo irradiarsi l'azione, formarsi i movimenti della diegesi. Il racconto è dunque lanciato attraverso un susseguirsi di quadri spaziali interni ed esterni che vengono alla superficie percepile e visibile del testo come effetti delle variazioni di un campo tanto sonoro 1 quanto luminoso 2 e che si differenziano sul piano olfattivo. 3 1 Il rumore di una vettura, lo scalpitare del cavallo di Corrado, il passo pesante dei poliziotti. 2 Si pensi al canto del gallo provocato dalla luce lunare, preludio dell'alba; alle luci che si spengono come quella dell'albergo Cervia o quelle che restano accese nella casa della Signora. Via del Corno, strada nascosta nel centro di Firenze, non balza subito all'attenzione del lettore attraverso un piano descrittivo tradizionale, 4 pur essendo un espace chargé; piuttosto, ciò che interessa è cercare di farla esistere come un insieme di immagini relative alla situazione e alle attività dei personaggi che la abitano. Perciò, esse sono riprese, con veloci spostamenti (alto/basso) e simultaneamente, come dei calchi delle azioni di lì a venire, quelle che promuovono il racconto, immerse nel loro contesto ambientale: spazio lavorativo e spazio domestico. Lo stato di semiquiete notturna ("senza alito di vento"), 5 seguito al primo evento (il banchetto di nozze) di un intreccio che inizia a rivelarsi di natura sentimentale, come si allude nel titolo, viene presto infranto e sconvolto all'alba dal ripetersi fragoroso dei trilli di una sveglia. L'individuazione e la differenziazione di questa fonte sonora (come oggetto e come effetto di una risonanza che le pertiene) attiva la messa in scena della trama romanzesca. Ci appaiono, infatti, i primi barlumi di una configurazione ritmica del testo; essa si può intravedere come sistema di corrispondenze ed opposizioni tra personaggi che si manifestano nell'immediato (e saranno perciò individuate dal lettore), non tanto sul piano ontologico, ma per ciò che fanno o hanno intenzione di fare. 6 Ad essere posti in primo piano sono perciò il ruolo sociotematico dei protagonisti (Nesi carbonaio, Corrado maniscalco), la loro espansione nello spazio ("Ugo che gira tutto il giorno col barroccio" 7 ), gli oggetti metonimici concernenti il mestiere con cui vengono identificati. È notevole, sin da questa memorabile apertura, la concretezza figurativa su cui saranno imbastite le Cronache, l'attenzione particolare e profonda dedicata alla figurazione spaziale, da intendere non più soltanto come insieme dei luoghi dell'azione. Poco prima che sia innescata la tramatura dell'episodio chiave del romanzo (la ricerca di un complice per l'occultamento di una refurtiva da parte di Giulio), via del Corno riappare , come in un processo identificatorio, per prendere forma. Una volta situata, essa costituisce un'unità compatta a sé stante (un'isola, un'oasi 8 ), luogo di soggiorno e non di passaggio ("[...] esclusa dal traffico [...] occorre abitarvi per incontrarla" 9 ). Il menzionarla presuppone nel lettore una conoscenza della topografia fiorentina ("È tuttavia, a pochi metri 3 "[...] affiorano i cattivi odori [...]i fagotti e la spazzatura domestica sono stati seminati fuori dalla porta": la citazione e quelle seguenti sono tratte da V. Pratolini, Cronache di poveri amanti, Mondadori (Oscar narrativa), Milano,1983, p. 7. D'ora in avanti: CPA. 4 Ovvero con un arresto del racconto, una pausa con funzione estetica, entrambi procedimenti che introducono nel discorso realista l'articolazione di visibile e leggibile. Ricordiamo che l'Albergo Cervia non è descritto subito dopo la nominazione. 5 CPA, cit. p.7. 6 "[Ci] sono cinque [sveglie] in via del Corno[...] la più mattiniera è quella di Osvaldo. È la sveglia di un rappresentante di commercio[...] è [...] di precisione [...] e anticipa di un quarto d'ora il fragore della sveglia di casa Cecchi che ha il suono della campanella di un tramvai [...]. La sveglia di Ugo è [...] un po' più fioca e incerta: il contrario del suo proprietario che gira tutto il giorno col barroccino di frutta e verdure ed ha una voce di baritono nell'offrire la mercanzia", ivi, p. 9. 7 Le citazioni sono in CPA, p. 8.
doi:10.12795/ph.2005.v19.i01.03 fatcat:eojxjn5nrfgdncemjixfkl6noi