Chrystus najpełniejszym obrazem Boga

Stanisław Wronka
2006 Ruch Biblijny i Liturgiczny  
Il Nuovo Testamento, soprattutto san Paolo, continua il motivo dell'immagine, presente nell'Antico Testamento e sviluppato nel giudaismo ellenistico. Negli scritti veterotestamen ta ri questo motivo viene riferito all'uomo (cf. Gen 1, 26-27; Sap 2, 23; Sir 17, 3) e alla Sapienza (cf. Sap 7, 26). Nel Nuovo Testamento l'uomo rimane l'immagine di Dio (cf. 1 Cor 11, 7; Col 3, 10; Gc 3, 9), ma la vera e incomparabile immagine di Dio è Cristo (cf. 2 Cor 4, 4; Col 1, 15; Eb 1, 3). Egli ha reallizzato
more » ... gli ha reallizzato in sé e molto trasceso tutti i tratti dell'immagine di Dio percepibili nell'uomo e nella Sapienza. La locuzione "l'immagine di Dio" e i suoi equivalenti contenutistici riferiti a Cristo si trovano ogni volta in un contesto elevato ed esprimono la Sua essenza. Quale Figlio di Dio, generato dal Padre prima dei secoli, Cristo è legato con Lui con il vincolo della stessa natura, condivide la Sua esistenza, gloria e immortalità, Lo conosce totalmente e sta in un dialogo incessante con Lui, nonché collabora nell'opera sia di creazione, che di salvezza. Per questo Cristo è il Signore dell'universo e Datore di vita, Primogenito, inizio e fine di tutto. Egli rivela pienamente Dio, la Sua potenza, sapienza e amore, è il Suo rappresentante e mediatore tra Lui e il mondo. Il Figlio incarnato è l'immagine di Dio nella forma umana. La gloria di Dio, che con Lui irruppe nel mondo, non è più abbagliante come nell'Antico Testamento, ma trasformante, non rovina, bensì ravviva.
doi:10.21906/rbl.400 fatcat:jopdivjlfjggpcmevw2foyzwou