Dalla «seconda volta» all'«ultima battuta»

Andrea De Falco
2020
Il saggio analizza il tema della crisi della presenza nell'opera di Cesare Pavese. Principale riferimento è Il mondo magico (1948) di Ernesto de Martino, primo volume della "Collana viola" Einaudi curata dallo stesso antropologo e da Pavese. Ampliando il campo dello storicismo crociano, de Martino considera l'uomo come presenza nella storia e ne analizza lo scoramento in seguito a eventi critici. Da simili premesse muove la riflessione pavesiana che, attraverso la mediazione di Freud, si
more » ... di Freud, si configura come una clinica del dolore. La destorificazione del dato esistenziale si riverbera, come in de Martino, nella ricorsività degli elementi mitico-simbolici ma si distingue per il rimando al «motivo tragico», ineluttabilmente connesso con il sacrificio. Ne risulta, alla luce del rapporto endiadico tra vita e scrittura che anima Il mestiere di vivere, un legame tra il sacrificio dell'uomo e quello dello scrittore, la cui attività è paragonata a «una ferita sempre aperta» destinata a prosciugarlo.
doi:10.15168/t3.v0i13.415 fatcat:i4svjlctkra7xefk6khe5h4eva