Ius publicum dedicandi (e consecrandi): il diritto di dedica a Roma

Fabio Giorgio Cavallero
2018 Mélanges de l'École française de Rome. Antiquité  
Per rendere sacra una res si doveva celebrare una consecratio/dedicatio. Questa cerimonia veniva officiata da un pontefice e da un magistrato. Il primo era necessario per consacrare la res (consecratio), il secondo per dedicarla seguendo le formule dettate dal sacerdote (dedicatio). Tuttavia, mentre soltanto il pontefice massimo o un suo collega minore (Cic., Dom., 124), potevano eseguire la consecratio, la dedicatio poteva essere presieduta da differenti magistrati. Si tenterà qui di
more » ... rà qui di comprendere quali questi fossero e secondo quali meccanismi essi venissero incaricati di dedicare una struttura. Ciò significa provare a ricostruire la storia dell'istituto del ius publicum dedicandi. Consecratio, dedicatio, ius publicum dedicandi, res sacrae To make a res sacred one had to celebrate a consecratio/dedicatio. This ceremony was officiated by a pontiff and a magistrate. The first one was needed to consecrate the res (consecratio), the second one was there to dedicate it following the formulas dictated by the priest (dedicatio). However, whilst only the maximum pontiff or his minor colleague could execute the consecration (Cic., Dom., 124), the dedication could be presided over by different magistrates. We will try to understand who these last were and also on the base of what mechanisms they were appointed for dedicating a structure. This means we will try to reconstruct the history of the institute of ius publicum dedicandi. Consecratio, dedicatio, ius publicum dedicandi, res sacrae PREMESSA Alcune testimonianze di Livio 1 e di Cicerone 2 sollevano una questione relativa al ius publicum dedicandi 3 . Il primo ricorda una legge, anonima, che avrebbe regolato le dedicationes di aedes e arae 4 . Vallocchia per le osservazioni e i consigli prestati. Rimane mia la responsabilità di eventuali inesattezze o errori. 1. Liv., 9, 46, 7. 2. Cic., Dom., 127; 128; 130; 136; Att., 4,2,3 (Cfr. Gai., Inst., 2, 5). 3. Cic., Dom., 136. 4. La dedica «trasformava» una res da profana a sacra (sul significato dei due termini vedi Cavallero 2018, con bibliografia precedente). Essa avveniva in una cerimonia di consecratio/dedicatio officiata da un magistrato e da un pontefice (per la ricostruzione della cerimonia vedi Cavallero c.s. a). Si ritiene comunemente che questa duplice presenza fosse necessaria poiché il magistrato dedicava (dedicatio) il bene promesso mentre il pontefice lo accettava in nome
doi:10.4000/mefra.4759 fatcat:qzwsl2oitrhyfnzb3bvufoqsqq