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Teaching Architecture

Fabrizio Rossi Prodi
Scuole di Architettura. Quale futuro?  
SPECIALE Sinergie e convergenze tra azione culturale L 'utente, oggetto e soggetto delle biblioteche, è sempre e quasi esclusivamente il cittadino. Le imprese, che di fatto definiscono e creano lo sviluppo economico, e per molti aspetti sociale, di un territorio, vengono raramente coinvolte nell'offerta "culturale", se non, in alcuni casi, come sponsor. Va detto inoltre che il rapporto con la pubblica amministrazione si attiva perlopiù in situazioni di "crisi", mentre le loro associazioni
more » ... associazioni territoriali vengono percepite come entità chiuse quando non antagoniste. In pratica, si tratta di interlocutori che non vengono considerati come soggetti attivi, cioè come utenti a tutti gli effetti della offerta pubblica dei servizi culturali. Eppure la cultura d'impresa, come la cultura nell'impresa e per l'impresa, e la sua relazione con la cultura del territorio, ha da sempre rappresentato uno dei valori competitivi di maggior rilievo, soprattutto rispetto alla competitività territoriale. Infatti quando questa riesce a essere condivisa, partecipata e a fare rete, crea fenomeni virtuosi che generano alti tassi di crescita, integrando soggetti diversi per dimensioni e caratteristiche economiche, dalla grande impresa al singolo professionista. Prendono così corpo filiere, distretti e aree sistemiche che vanno a costituire delle eccellenze. A seguito di tali riflessioni, CSBNO nel 2016 ha avviato un progetto rivolto in modo mirato a questi attori economici territoriali, con l'obiettivo di rispondere a due esigenze che il mondo imprenditoriale da sempre esprime. La prima deriva dall'evoluzione del concetto di fare impresa, che abbandonando progressivamente una visione individualista tende sempre più ad abbracciare una concezione dell'impresa che si confronta, crea e partecipa a modelli di sviluppo economici e competitivi basati sulla aggregazione e la condivisione. In tale ottica, la "cultura d'impresa" diviene modello di gestione imprenditoriale che richiede confronto continuo con altri modelli. La seconda nasce dalla consapevolezza che la cultura nell'impresa, cioè quella "esterna" ai riferimenti imprenditoriali e manageriali prima richiamati, è sempre più vista come un fattore di arricchimento delle competenze e di miglioramento della qualità della vita all'interno dell'azienda, che si traducono in capacità competitiva. Questa seconda esigenza non è a dire il vero nuova, basti pensare al modello Olivetti, Campari o Pirelli, dove la "cultura" è sempre stata parte integrante del "processo produttivo" e della vita dell'azienda, ma oggi è la fruizione della cultura che viene intesa in modo innovativo, cioè non necessariamente collegata alla visione/ missione aziendale, ma come "semplice" opportunità di impiego del tempo libero individuale e collettivo dei dipendenti, veicolata, in questo caso, dall'azienda stessa. Si crea così un ulteriore, se non unico, luogo della condivisione, della appartenenza e del confronto nella popolazione aziendale. A queste due esigenze che stanno emergendo, sintetizzabili nella necessità di fare rete e disporre di "luoghi" in cui essa si possa dispiegare, oltre che di e tessuto economico
doi:10.2307/j.ctv1142np.6 fatcat:lu756bz5orfktehe45bya7tgwe