Virgilio, «Æneis. Volgarizzamento senese trecentesco di Ciampolo di Meo Ugurgieri», Introduzione, edizione critica e glossario a cura di Claudio Lagomarsini, Pisa, Edizioni della Normale, 2018

Filippo Pilati
2018
A chi esamini la ricezione e la fortuna dei classici latini nello spazio letterario del Medioevo non passano inosservati l'importanza e il duraturo successo della tradizione riferita a Enea. Ne sono prova indubbia i vari testi, tanto latini quanto romanzi, che con l'AEneis virgiliana intrattengono rapporti di filiazione piú o meno diretta, si tratti di traduzioni, compendi, rifacimenti oppure di adattamenti entro modelli compilativi piú ampi, tipici delle storie universali. Il Libro dell'Eneyda
more » ... l Libro dell'Eneyda di Ciampolo di Meo Ugurgieri da Siena è il primo volgarizzamento integrale in prosa dell'AEneis di Virgilio, ritenuto, e a buon diritto, «un capolavoro del genere» (Folena 1973: 46). Grazie alla nuova edizione critica di Claudio Lagomarsini, condotta per la prima volta secondo criteri d'ispirazione neolachmanniana, il volgarizzamento ugurgeriano dell'AEneis trova finalmente la sua giusta collocazione all'interno del contesto storico e culturale in cui esso fu concepito, consentendo un pieno apprezzamento dell'eccezionalità di questo testo, finora noto nell'ottocentesca edizione di Aurelio Gotti (1858) . Il primo capitolo traccia alcune coordinate relative alla feconda attività traduttoria che caratterizzò la città di Siena fra Due e Trecento, utili a collocare la genesi dell'Eneyda nel tentativo di costruzione della memoria pubblica nell'epoca del regime dei Nove, negli anni in cui si andava elaborando il mito della "Lupa senese". Il volgarizzamento ugurgierano è databile tra il 1315-1316 (terminus post quem dimostrato da alcune sicure tracce di relazioni intertestuali tra l'Eneyda e l'Inferno dantesco) e gli anni '30 del secolo (data probabile del suo ms. antiquior). Sono anni di grande splendore economico e culturale della città, caratterizzati da un atteggiamento politico filo-guelfo che garantí a Siena, dopo gli scontri del secolo precedente, buoni rapporti con la vicina Firenze. All'interno di questo milieu culturale, influenzato dalla tradizione letteraria di matrice fiorentina, ben si spiega l'operazione messa in atto dall'Ugurgieri, che rappresenta in Italia uno dei primi tentativi di recupero completo di un capolavoro della letteratura latina, contraddistinto dalla precisa volontà di accedere direttamente alle fonti classiche, senza rimaneggiamenti o eventuali mediazioni. Si tratta di un atteggiamento profondamente diverso rispetto ai piú antichi volgarizzamenti duecenteschi, interessati da continui fenomeni di contaminazione, riduzione e interpolazione di glosse entro il lavoro traduttorio. Avrebbe forse giovato a questo capitolo un maggior dettaglio nella disamina delle specificità culturali che tra Due e Trecento garantirono a Siena un ruolo privilegiato nella produzione e divulgazione dei volgarizzamenti; ma si tratta di un'assenza che, oltre a essere giustificata dalle finalità ecdotiche del volume, non inficia la chiarezza delle esposizioni introduttive. Interessante, invece, il lavoro di scavo archivistico per la ricostruzione
doi:10.13130/2282-7447/11076 fatcat:g5khbo74frawphvew5frpoktv4