Enthymema XVII 2017 Il narratore algoritmico

Paolo Sordi
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La promessa di Facebook è renderci autori e lettori delle nostre stesse storie, ma in realtà il social network di Mark Zuckerberg costruisce una catena di montaggio della "narrazione narrabile" che imprigiona vite, biografie e racconti possibili. Processando i metadati, i comportamenti e le inte-razioni di miliardi di utenti all'interno del giardino chiuso della piattaforma, l'algoritmo si impone come un narratore onnisciente e totalitario, una macchina di storytelling predittivo a beneficio
more » ... li unici lettori che contano davvero: gli inserzionisti pubblicitari. Sulla scorta di riflessioni pro-venienti, tra gli altri, da Christian Salmon, Stefano Calabrese, James Gottschall, Raul Mordenti, Marie-Laure Ryan, e sulla base della visibile concentrazione nei media digitali del doppio ruolo di fornitori di contenuti e fornitori di infrastrutture di distribuzione, il contributo sostiene che la dittatura narrativa di Facebook cancella la promessa del Web come spazio di narrazioni aperto, collaborativo e partecipato dal basso. Ciò che resta dell'ipertesto è una "rete televisiva", una piat-taforma di broadcasting che privilegia oralità, video e slideshow in modo che con le loro performance dai palchi di TED e YouTube i guru dell'epica digitale e dell'innovazione possano affermarsi come le vere pop star di questa epoca neoliberista. Facebook promise is to make us authors and readers of our own stories, but the social network is in fact creating an assembly line of "narratable narration", which is putting our lives, biographies and stories in chain. Processing the metadata, behaviours, and the interactions of billions of users within the closed garden of the online platform, the algorithm is imposing itself as an omniscient and solitary narrator, a predictive storytelling machine whose real audience is the advertisement bidders. Starting from reflections by Christian Salmon, Stefano Calabrese, James Gottschall, Raul Mordenti, Marie-Laure Ryan, and considering the digital media's double role of content providers and distribution infrastructures, this article argues that Facebook narrative dictatorship erases the idea of the Web as an open space for narrative, collaborative and participatory. What we have is a broadcasting network, privileging orality, video and slideshow, so that TED and YouTube's guru can perform and shine as the true stars of this neoliberal epoch. Parole chiave Algoritmo, narratologia, social media, Facebook Contatti paolo.sordi@uniroma2.it 1. Il grande inganno di Facebook A fine anno, intorno a Natale, Facebook accoglie l'utente con un banner celebrativo: l'in-vito a pubblicare un post che è l'aggregazione dinamica dei post (note, foto, video, com-menti) che l'utente ha condiviso nei mesi precedenti. Il prodotto finale è un montaggio video a metà strada tra filmato e slideshow che raccoglie i momenti salienti di un anno trascorso insieme ad amici e fan (lettori? spettatori?) della community. I momenti salienti sono, come è ovvio, selezionati in base alle metriche di coinvolgimento dei post come
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