Excursus sull'organizzazione dell'assistenza in tempi di pestilenza Health service organization during the age of pestilence

Sergio Sabbatani
unpublished
In questo contesto, complesso ed articolato, ove la dimensione religiosa, con il precetto della ca-rità, era la motivazione "forte" che ispirava la fondazione di nuovi ordini e congregazioni im-pegnate sul piano sociale, lebbra e peste costi-tuirono per secoli il momento più tormentato di tale impegno. È provato che in quei secoli, rite-nuti da alcuni bui, le due epidemie coinvolsero come nessuna altra patologia i singoli individui e la collettività. Lebbra e peste segnarono profondamente il
more » ... profondamente il mondo medievale, non solo sotto il profilo sanitario e per la loro incidenza epidemica, ma anche perché presentavano complessi connotati sociali, palesando connes-sioni con problematiche religiose nonché ideo-logiche rilevanti. In particolare, la lebbra si caratterizzava per la sua capacità di far emergere pregiudizi oscu-rantisti, risvolti ideologici e religiosi deteriori e per fare esplodere contrasti sociali latenti. Il leb-broso era socialmente stigmatizzato subendo l'isolamento personale e l'esclusione segrega-tiva (Figura 1). Va precisato che a chi che sul piano sanitario si occupava attivamente di que-sta patologia veniva riconosciuta una sorta di specializzazione, oltre che un ruolo sociale par-ticolare. Non si trattava di una posizione di pre-minenza nell'ambito medico-scientifico quanto piuttosto dell'inserimento, con la creazione dei lazzaretti, nell'apparato che esercitava forme forti di controllo sociale della malattia. A parere di Foucault i lazzaretti furono visti (e noi rite-niamo accettati) come il male minore in quanto luoghi di segregazione sociale e reclusione [1]. Da questo punto di vista vorremmo ricordare che se già nel 549 il Concilio di Orléans stabiliva che ciascun vescovo dovesse occuparsi dei leb-brosi della sua diocesi, e nel 583 il Concilio di Lione interdiceva la libera circolazione dei leb-brosi fra la popolazione sana, a distanza di 60 anni l'Editto di Rotari ordinava di riunire tutti i lebbrosi del Regno Longobardo con lo scopo di isolarli. In questo editto si prescriveva anche la rottura del fidanzamento, nell'eventualità che uno dei due promessi fosse colpito dal conta-gio. Nel 757, con i Capitolari di Pipino, si andò oltre: si autorizzava la dissoluzione del matri-monio in caso di lebbra di uno dei coniugi. Nel 789 Carlo Magno, con un editto, disponeva l'espulsione di tutti i lebbrosi dai centri abitati. In seguito nei secoli XIII e XIV la questione di-venne ancora più ideologica. Si diffuse massic-ciamente il pregiudizio che questa malattia fosse associata alla devianza, pertanto chi ne era colpito andava escluso, socialmente, in luo-ghi protetti: i lazzaretti. Questi luoghi avevano un loro santo protettore: S. Lazzaro. La sua im-magine campeggiava sulla porta d'ingresso, pertanto l'eponimo lazzaretto deriva da tale protezione. Secondo alcuni AA. si stima che nel XIII secolo esistessero in Europa circa 20.000 laz-zaretti, ma già nel XIV secolo molti, con il ridi
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