Elena Tamburini, Culture ermetiche e commedia dell'arte. Tra Giulio Camillo e Flaminio Scala

Giovanni Azzaroni
2017
RECENSIONE Elena Tamburini, Culture ermetche e commedia dell 'arte. Tra Giulio Camillo e Flaminio Scala, Roma, Aracne, 2016, 262 pp. di Giovanni Azzaroni "La formula «commedia dell'arte» -scrive Elena Tamburini nell'Introduzione del suo saggioabbraccia un territorio misterioso e in buona parte indefnibile. Non è facile neppure dire quel che non è. [...] Il primo numero della rivista ad essa inttolata si è aperto dunque con una frase tanto provocatoria quanto condivisibile: La «Commedia
more » ... «Commedia dell'Arte» non esiste. Eppure è contestualmente indicata la necessità di delimitare un territorio a cui tuto può essere ricondoto: il testo, la messa in scena, l'organizzazione, il consenso del pubblico, l'edizione" (p. 9). Partendo da questa apoditca considerazione lo studio si snoda su un percorso critco di rilevante rigore scientfco, irto di ostacoli che l'autrice afronta atngendo a test e document cinque-seicenteschi, nonché a una ricca storiografa. Consequenzialmente il volume si artcola atorno diversi temi con lo scopo di contestualizzare il fascinoso tema "commedia dell'arte": dal signifcato che le parole "commedia" e "arte" assumevano tra Cinquecento e Seicento al grande maestro di memoria del Rinascimento, Giulio Camillo, dalle meretrices honestae, che a Venezia godevano di straordinarie libertà e prestgio anche dal punto di vista culturale -tradizionalmente, il 1560 è la data che indica l'ingresso delle donne nelle compagnie teatrali -, allo studio dei difcili rapport della lombarda Accademia della Val di Blenio e dei comici Gelosi con la Milano di san Carlo -e fra i Gelosi partcolare interesse riveste poi lo studio su Isabella Andreini -, dal Teatro delle favole rappresentatve di Flaminio Scala, summa dei modelli universali delle drammaturgie dei comici, al salto qualitatvo compiuto dalle più important compagnie, tradizionalmente chiamate "dell'arte", che potrebbe spiegarsi "come una consapevole operazione compiuta inizialmente da un pugno di nobili, probabilmente cadet e di scarse fortune, ma con libero accesso e con ampia padronanza della cultura «alta», che concepiscono, insieme, il disegno di elevare il teatro, ossia le più efcaci immagini-di-natura, a dignità d'«arte». Disegno in cui le donne giocano certamente un ruolo forte" (p. 14). Problema complesso e afascinante che intesse il volume di Elena Tamburini. Avanzando nuove ipotesi sulla "commedia dell'arte" e rifacendosi alla visione crociana, la Tamburini No 8 (2017) htp://antropologiaeteatro.unibo.it
doi:10.6092/issn.2039-2281/6810 fatcat:vsq3ddb46zekzameb5jerlfhmq