Rivista

A. Garbasso, A. Stefanini
1899 Il Nuovo Cimento  
1) Nuovo Cimcnto, (4), t. 9, fag'. 168. COMPTES RENDUS ]37 ognora lo aceompagaano. 0ra I'A. eompleta le oonsiderazioai precedenti tenendo cents della larghezza dells lines di assorbimento. So il corps assorbente, disposto nel camps magnetics d'5. helle condizioni ordinarie, una linea di assorbimento di larghezza sensibile, si trover& hello spettro della luce she 1' ha attraversata due lines polarizzate cireolarmsnte, 1' una a destra, 1' altra a sinistra, aventi anch'esse una larghezza sensibile
more » ... larghezza sensibile ed in parts sovrappaste: la parts eomune resterb, oscura per 1' aziono dell'analizzatoro e nan vi sar'~ apparizione diluce the helle parti esterne, corrispondenti alle due lines. Cib spiega come la lueo, cho apparisce per azione del camps magnetics aumend fine ad un certo limite, al crescere dell'intensit~ de1 camps; ma operando con larghe lines di assorbimento, il colors della luce suddetta potrb, non essere pifl il colors eomplementare di quells trasmesso dal corps assorbente. Quests colors potr~ variare alt,'esl per la p,'obabile diversit& di grandezza, (a seconds dells diverse lines d' uno stesso corps) dells sdoppiamento prodotto dal camps magnetics. L'A. ha esperimentato col vapori di ipeazotide, di brom% di bromuro di jodio, di eloru,'o di jodio e tetrabromuro di selenio ed ha sempre ottenuto il fenomeno previsto. Infine I'A. ha istituito dells esperienzs simili a quells del Voigt, relative alla costatazione delia doppia rifl'azione she viene ad aggiungersi al fenomeno di Zeeman quando la lueo incidents ha le sue vibrazioni rettilinee e inclinate sulle linee di forza magnetics del camps, ma, usando uno spettroscopio a debole dispe,'sione, 1' A. non ha trovato, rispetto al case della luce parallels nile lines di forza suddette, the dells piccole differenze d' intensiti~ luminosa. GUILLET A. Sopra una forms semplice di magnetomelro (pp. 48-50). DESPRETZ 1~. Sall' isteresimetro costruito da{ Sigg. Blondel e Oarpentier (pp. 61-6~). LEDUO A. Sull' esperienza di Lord Kelvin e Joule (pp. 88-91). Partendo da una formula, dedotta in un sue layers precedents ~) da quells di Clapeyron, I'A. stabilisce 1' equazione E C I{ = (~T--l).v la quale mostra she affineh~ un gas non dia luogo ad alcun fenomeno termico nell' esperienza di Lord Kelvin o Joule (k----0), in certo condizioni, b neeessarios sufliciente the sin a T = I
doi:10.1007/bf02742720 fatcat:5bqlbuycczduna6xusngxppcue