Kalathoi iberici da Taormina. Aggiornamento sulla diffusione della ceramica iberica dipinta in Sicilia

Francesco Muscolino
2006 Archivo Español de Arqueología  
La pubblicazione di alcuni frammenti di sombreros de copa da Taormina offre lo spunto per riconsiderare globalmente la presenza di analoghi manufatti in Sicilia. RESUMEN La publicación de algunos fragmentos de sombreros de copa hallados en Taormina presenta la oportunidad de considerar globalmente el fenómeno de su presencia en Sicilia. PAROLE CHIAVE: Kalathoi iberici; Sicilia; Taormina PALABRAS CLAVE: Kalathoi ibéricos; Sicilia; Taormina. Alla cara memoria di Delia e Cristina Bolognari I primi
more » ... frammenti di kalathoi o sombreros de copa iberici identificati come tali in Sicilia provengono, forse non casualmente, 1 dagli scavi condotti a Tindari nel 1952 da N. Lamboglia, autore, nel 1954, di un fondamentale articolo sulla ceramica iberica. 2 I frammenti 3 di Tindari, pubblicati da M.A. Mezquiriz, 4 dopo un accenno preliminare di A. García y Bellido, 5 provengono dallo strato III, databile nella prima metà del I sec. a. C., di un sondaggio effettuato a ridosso della cortina interna delle mura di Tindari. 6 Quattro frammenti (inv. 18874) di altrettanti kalathoi sono stati ritrovati nel taglio 10 della zona AR dell'Acropoli di Lipari, in scavi diretti da L. Bernabò Brea nel 1952. Tre di questi frammenti, pubblicati da M.A. Mezquiriz, 7 dopo una notizia preliminare, 8 sono stati ripubblicati in Meligunìs Lipára IX.1, 9 con l'aggiunta del quarto frammento, e con una datazione «fra il II e il I sec. a.C.» 10 proposta per confronto, a causa della mancanza di dati stratigrafici accettabili. Altri quattro frammenti, appartenenti anch'essi, a quanto sembra, ad altrettanti kalathoi, provengono dallo scavo dell'aggere di Sesto Pompeo, nella città bassa, e sono datati, per l'associazione con ceramica Campana A e C, al II-I sec. a.C. 11 * Ringrazio cordialmente la Dott.ssa Maria Costanza Lentini per il permesso di pubblicare i frammenti di Taormina. I miei ringraziamenti vanno anche alla Prof.ssa Maria Paz García-Bellido per l'interesse mostrato, sin dall'inizio, per questo contributo. I disegni sono di Concetta Marano, che ringrazio per la sua amichevole collaborazione. 1 «Non è ... un caso, credo, che (in Italia) la ceramica iberica sia stata in pratica rinvenuta laddove è stata cercata con attenzione; così, pertanto, dobbiamo ad esempio la maggioranza dei rinvenimenti conosciuti al Lamboglia» (Bencivenga Trillmich, 1984, 25, n. 20). 2 Lamboglia, 1954. 3 Sono, in totale, sei frammenti riferibili a quattro kalathoi: tre frammenti appartengono a tre diversi esemplari, e gli altri tre allo stesso kalathos (Mezquiriz, 1953, 158-159). dovevano comparire in questo articolo, sono invece pubblicate in García y Bellido, 1957, 93. I frammenti editi da M.A. Mezquriz sono noti, oltre che a García y , n. 10. La studiosa parla in realtà di ceramica iberica "con la representación de un pájaro", affermazione che non può riferirsi ai frammenti editi in Mezquiriz Irujo, 1955. È possibile che tale affermazione sia da attribuire alla mancata autopsia dei reperti successivamente editi. Un frammento inedito è citato anche da Lamboglia 1954, 125. 9 García y Bellido, 1957, 93, frammento a sinistra in alto = Meligunìs Lipára IX.1, tav. 72.2, n°1 o 2; García y Bellido, 1957, 93, frammento a sinistra in basso = Meligunìs Lipára IX.1, tav. 72.2. n°3; García y Bellido, 1957, 93, frammento a destra = Meligunìs Lipára IX.1, tav. 72.2, n°4. 10 Meligunìs Lipára IX.1, 140, tav. 57.2. 11 Meligunìs Lipára IX.2, 162, tav. 206.3 a-d. Due frammenti provengono dal quadrato 4M/71, uno dal quadrato 4K-72, t. 6-8, e uno dallo scavo Cirotti XL-87 E, t. 3-5, 14-17.
doi:10.3989/aespa.2006.v79.11 fatcat:n7ppylf74vgariswgkdu252rue