Ridefinire il desiderio femminile: The Bloody Chamber di Angela Carter

Sabrina Abeni
2013 unpublished
La fine degli anni Settanta è caratterizzata da un accesso dibattito, all'ʹinterno del movimento femminista, sulla pornografia e la natura del desiderio femminile. Oggetto di questa discussione è il rapporto tra sessualità e oppressione, tra mascolinità e femminilità e sulle loro origini economico/culturali; da ciò nasce la divisione tra femministe contro la pornografia e quelle a favore della libertà del desiderio sessuale femminile, contro ogni tipo di censura. Tra le prime troviamo Andrea
more » ... troviamo Andrea Dworkin, Susan Griffin e Robin Morgan, studiose che considerano la pornografia come espressione dell'ʹoppressione e della violenza del corpo femminile da parte di quello maschile; le altre invece difendono la pornografia come possibile strumento attraverso il quale le donne possono esprimere senza reticenze il proprio desiderio, tra loro troviamo Ellen Willis, Pat Califia e Gayle Rubin. La Willis opera infatti una distinzione tra stupro e pornografia (messo sullo stesso livello dal gruppo dell'ʹanti-­-pornografia), sostenendo che A woman who is raped is a victim; a woman who enjoys pornography (even if that means enjoying a rape fantasy) is in a sense a rebel, insisting on an aspect of her sexuality that has been defined as a male preserve. Insofar as pornography glorifies male supremacy and sexual alienation, it is deeply reactionary. But in rejecting sexual repression and hypocrisy-­-which have inflicted even more damage
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