ATTI DELLA SOCIETÀ LIGURE DI STORIA PA TRIA LA COALIZIONE EUROPEA LA REPUBBLICA DI GENOVA ( 1793-1796 ) ( Saggio storico con Documenti inediti) GENOVA NELLA SEDE DELLA SOCIETÀ' LIGURE DI STORIA PAT RIA PALAZZO ROSSO

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unpublished
A ppu n ti Storici e Docum enti dall'anno 1295 al 1831. Si tratta d i X IX voli., in 4°. più V voli, di Supplem enti, scritti e raccolti in diverse epoche, con num erose stam pe volanti, e con d o cumenti autografi. Come siano pervenuti alla Biblioteca, non c i è riuscito di trovare tT accia : non ne fa cenno il bibliotecario AGOSTINO OLIVIERI che li descrisse som m ariam ente, insiem e a tutti gli altri Mss. di STORIA LIGURE, nel suo volum e: Carte e Cronache m anoscritte p er la Storia G
more » ... se esistenti nella Biblioteca della R. U niversità Ligure (G enova, Sordom uti, 1855) , e neppure il bibliotecario EM ANUELE CELESIA nella sua continuazione della Storia deU'Universilà di G enova del P. LORENZO ISNARDI, e nel suo opuscolo: La B iblio teca Universitaria di Genova. Cenni storici (Genova, Sordomuti, 1872). Il fatto che nei detti voli. A'/ss. trovansi in notevole quantità A tti e D ocum enti originali non solo, ma lettere e biglietti autografi di carattere riservato, destinati ai m em bri d el Governo, proverebbe che il Raccoglitore fu persona molto vicina alla Segreteria di Stato. C om unque Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 G overno di G enova, che abbondino le persone idonee all esercizio delle carich e pu bbliche, e che abbandonata l'idea d una preminenza arbitraria, si riguardino le persone degne dell onore, e non quelle che lo pretendono, senza curarsi di m eritarlo ». (17) III. -C om e si vede le idee dei nuovi tempi avevano fatto molta strada. D el resto, n ella stessa Genova il patrizio Agostino Lomellino, Doge dal 1760 al 1762, traduceva e pubblicava l'introduzione del D Alembert alla E nciclopedia, (18) il marchese Gerolamo Durazzo, Riformatore degli studi nella U niversità e poi A m basciatore cesareo, (19) mantenevasi in cordiali rapporti coi G iansenisti e specialm ente con l'abate Vincenzo Palmieri e col vescovo Scipione D e' Ricci, (20) m a sopratutto nei Salotti delle patrizie A n n a P ieri Brignole, Teresa Pallavicini e Teresa Doria, fra domestiche rappresentazioni di commedie francesi e di tragedie dell'Alfieri, (21) e fra dotte e filosofiche conversazioni, si andavano sviluppando i germi della de m ocrazia. (22) Il Governo di Genova si sforzava di reagire proibendo la rapp resentazione delle Commedie in tutti i ritrovi famigliari, (23) seque stran do le lettere di A nna Pieri Brignole, e mettendo sotto processo uno dei suoi corrispondenti, il colonnello Domenico Spinola comandante della for tezza di S avona. (24) La M agistratura degli Inquisitori, a sua volta, non aveva requie nel perseguitare i patrizi sospetti. Uno fra essi, Alessandro Invrea, m esso in carcere dal 27 settembre 1790 al 21 gennaio 1791, a causa di uno schiaffo dato nel Teatro Sant'Agostino per questioni politiche, rice v eva poi u n a solenne ammonizione nell'ottobre del 1793 perchè tentava di eccitare il popolo contro gli Inglesi che dirigevano la Coalizione antifran cese, e finalm ente, per uno scritto contro il Governo di Genova, era stato n u ovam ente chiuso in Torre, e per passarla liscia aveva dovuto simulare la pazzia. (25) A ssai più filo da torcere aveva dato al Serenissimo Governo il patrizio genovese Luca Gentile, Protettore dei Carcerati ed Ispettore nel R eggim ento R astrom b. (26) Il Gentile, avversario irreducibile della Magi stratu ra degli Inquisitori, sostenitore aperto della Francia, autore di scritti violentissim i contro il Governo Genovese, (27) era insieme a Gian Carlo S erra e V incenzo Di Negro uno dei più instancabili organizzatori della Co spirazione sorta fra i patrizi del Maggior Consiglio per rovesciare l'Oligarch ia. (28) C ospirazione che non si manifestava soltanto nelle severe aule del P alazzo dei Dogi coi discorsi e le manovre ostruzionistiche dei deputati di opposizione, (29) m a che fermentava nelle segrete conventicole della farm acia Bardellino, dove si discuteva « della legittimità dell'elezione dei nuovi vescovi in Francia », (30) ed in quella di Felice Morando, « farmacista di a cu ta lingua », (31) dove si potevano leggere il Moniteur, le Gazzette di L ugano, e di M ilano, le Novelle politiche e tutte quelle altre pubblicazioni di p ro p a g a n d a rivoluzionaria che arrivavano nascostamente dalla Fran cia. (32) « T u tto il mondo sa, avverte un biglietto di calice, che nella Spe-Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 _ 9ziaria di Felice Morando vi sono ogni giorno congregati m olti G iacobini, li quali non fanno, che cabale, discorsi seducenti, tum ultuosi, ed ingiuriosi al Governo. Si sa pure da tutti quali sono, e fra' nobili, e fra ' non nobili i Rinovatori, e Rivoluzionari del Paese, e nessuno fin'ora si castiga o si am monisce almeno con eficacia. I buoni m orm orano di codesta perniciosa indolenza, ed il Popolo, che bisogna sem pre più conservarsi affezionato, ne freme esagerando sulla stessa indolenza ». (33) A ltri Clubs rivoluzionari si formavano allo stesso tempo nelle « Spezierie » Di Negro alla D arsena, Oderò a San Lorenzo, Perelli nel V ico di S. A ndrea; (34) « quotidiani complotti » si tenevano in un Caffè posto in Piazza delle M ele, (35) nelle Sale superiori del Caffè grande dietro la Loggia di Banchi, (36) nella Loggia dei Massoni a San Giacomo di Carignano-(37) Anzi, se vogliam o credere al cav. De Lizackevicz (38) incaricato d 'affari presso la Legazione della Moscovia, tutta la città, come pure il Governo di G enova, erano pieni di Giacobini. « Sembrerà strano, scrive il citato diplom atico russo, che in un Governo aristocratico come questo di Genova, i Giovani Nobili siano im be vuti di principi democratici. La spiegazione, secondo m e, consiste nel fatto che i Giovani Nobili, avendo dei parenti avari, sono a corto di quattrini, p er chè non ricevono da casa che duem ila lire all'anno, con le quali devono pensare a vestirsi, a calzarsi, e divertirsi ed a giuocare alle carte. E se fanno dei debiti i loro parenti non si ritengono obbligati a pagarli. T ale circostanza produce un senso di avversione e di odio fra genitori e figli. Questi ultimi sperano di migliorare la loro posizione con un G overno G iaco bino, ed i Nobili poveri, superiori per num ero a quelli ricchi, si lusingano di avvantaggiare anch'essi. I Borghesi d 'altra parte sperano che il cam bia mento del Governo darà loro non solam ente l'eguaglianza con la N obiltà, ma anche la compartecipazione al potere. Ecco perchè la m aggior parte dei cittadini genovesi sono portati al Giacobinism o ». (39) IV. -Sotto la generica denom inazione di Giacobini abbiam o detto che si nascondevano anche i Massoni, ed i G iansenisti. Le traccie di Società Massoniche, a Genova, risalgono alla prim a m età del secolo X V III, e pre cisamente all anno 1736, (40) ma prendono m aggior consistenza e sviluppo con la venuta dell'esercito francese alleato durante la guerra dal 1747 al 1748. Ben presto appaiono tanto diffuse che nel 1751 la M agistratura degli Inqui sitori sente l'obbligo di informare il Governo che la Com pagnia « detta co munemente d e' Franchi Muratori ». va sem pre più diram andosi nella città, e che vi sono inscritte persone di diverse classi, forastieri e cittadini, ufficiali ed anche qualche patrizio. (41) Undici anni dopo, nel 1762. il G overno di Genova impensierito da un nuovo Rapporto degli Inquisitori che segnala la creazione di tre nuove Loggie, ordina lo sfratto di alcuni forestieri m aggior mente indiziati, ne incarcera degli altri, e fa sequestrare cazzuole, triangoli, grembiali ed altri emblemi della setta. (42) M a eccoci al 1782 nel quale Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 -10anno la M agistratura degli Inquisitori constata la creazione di un'altra Loggia di « L iberi M uratori », che si m antiene in rapporti di dipendenza con quella di T orino. Q uesto prova che si è dato mano al lavorio di affiatamento fra le diverse Loggie, ed a tale scopo si portano a Genova in quegli anni i più scaltri agenti della M assoneria, col preciso incarico di gettare le basi di un a F ederazione Internazionale che si propone di rovesciare tutte le Mo narchie. (43) L a nuova Loggia, sorta per la tenace opera del medico A n d rea R epetto, già da vari anni in corrispondenza con quelle italiane, inglesi e francesi, (44) raccoglieva b u o n . numero di aderenti, specie nel ceto dei P atrizi. Fra questi G aspare Sauli che ai primi di novembre del 1793 si reca a Nizza, dove stringe amicizia coi Rappresentanti del Popolo R obespierre il G iovane e Ricord, poi a Marsiglia ed a Parigi, sempre osses sionato d all'idea di fom entare in Genova la rivoluzione. (45) Col Sauli cospiravano altri autorevoli patrizi genovesi, massoni e giacobini, (46) la gran parte decisi, pur di abbattere il Governo Oligarchico, ad accettare l'alleanza con la Borghesia (47) ed a sollecitare l'intervento francese-(48) Q u an d o poi la Société des Jacobins alla propaganda generica di carattere dem ocratico -costituzionale ne sostituisce una più intensa e precisa di carattere rivoluzionario, (49) gli accordi con gli antioligarchj genovesi si intensificano al punto che G enova è ritenuta allora il più attivo centro ita liano m assonico-giacobino-(50) A G enova, infatti, si recano in diverse riprese, Silvestro Terenzi, scolaro deH'U niversità di Pavia, in rappresentanza dei Clubs lombardi, (51) Carlo Botta, l'avv. M aurizio Pellizzeri e più tardi Ignazio Bonafous per quelli di T orino, (52) inoltre Pasquale M atera (53) e Carlo Lauberg entrambi impa zienti di coordinare gli scopi della Massoneria meridionale con quelli del l'Italia superiore e della Francia. (54) Nizza, dopo il settembre del 1792, diventa il centro di tutti i profughi italiani che sperano nell'aiuto fran cese, (55) e d a quella città partono i più calorosi incitamenti ai « fratelli » G enovesi, perchè come si sono opposti a rinforzare la Coalizione antifran cese, (56) così vogliano adoperarsi a rovesciare l'Oligarchia. Pasquale Ma tera si m antiene in corrispondenza con Gaspare Sauli, (57) Carlo Lauberg con G ian C arlo Serra, (58) convegni segreti fra i Capi e gli emissari dei due gruppi avvengono a San Rem o ed a Portomaurizio. (59) Le pubblica zioni di p ro p ag an d a rivoluzionaria si spargono nella Riviera malgrado il di vieto e la sorveglianza del G overno; esse vengono dirette « a persona mini steriale » che le passa a sua volta alla Farmacia Morando. (60) Il Ranza può in tal m odo introdurre il suo giornale, Il Monitore politico e letterario. « Popoli Italiani, traviati per buona fede, dice il Prospetto, aprite gli oc-« chi u n a volta, prestate le orecchie agli avvisi leali d 'un vostro paesano; il « quale per aver abbracciata la vostra causa contro i despoti fugge da un (( anno e m ezzo la verga persecutrice, che avrebbe voluto percuoterlo, e ne Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 -l i t e cercò sem pre mai tutti i mezzi dovunque, m a sem pre invano per 1 assi ti stenza dichiarata e visibile del Cielo, che vuol salvo e libero il difensore « degli oppressi. Io dirow i la verità; offrirovvi il frutto sincero delle m ie « meditazioni. Scrivo dai confini del V aro; ed e ben giusto che parta dalle « spiaggie della Provenza a disingannare e preparare la libertà d Italia, ia « bella V erità; come da essa partirono la Lingua e la Poesia, che la resero « sì gentile e sì cara a tutte le culte nazioni ». (61 ) V. -Maggiori allarmi destò nel G overno di G enova un M anifesto giunto da Nizza e scritto dal rom ano Enrico M ichele L A urora per inci tare gli Italiani a sollevarsi e costituire delle « Legioni, che all A quila R o mana conquistassero tutta 1 Italia », (62) m a 1 avvenim ento che più turbo l'animo degli Inquisitori furono le lettere di G ian Battista Serra. Nessuno più di G ian Battista Serra era in grado, per i suoi precedenti, di rendersi interprete, presso i Giacobini francesi, delle idee, delle aspira zioni, delle speranze dei rivoluzionari italiani, in ispecie genovesi, e di soste nerne le vedute ed i propositi. Giovanissim o ancora egli si era stabilito a Parigi, (63) attratto dai grandissimi avvenim enti che si m aturavano colà. « La Rivoluzione, dichiarava egli stesso in una lettera aperta pubblicata nel « M oniteur del 17 ottobre 1792, ha avuto fra gli stessi Francesi pochi seguaci « sinceri al pari di me. Se io ho tardato a far.conoscere pubblicam ente le m ie « idee, lo si deve al fatto che il mio schietto sentim ento repubblicano m al « sopportava che i Francesi stupiti di vedersi liberi, non riuscissero a fare a « meno di un Re. Ora, proclam ata la Repubblica dal volere nazionale, la « Francia si avvia ai più alti destini. Da molto tem po io m i considero Fran-« cese. Basti dire che tutti quelli che mi conoscono, sia Francesi, che Geno-« vesi, democratici che aristocratici mi chiam ano Serra il G iacobino, e questo « lo ritengo per m e un titolo di gloria, sebbene non appartenga alla Società « dei Giacobini ». La lettera continua lodando il G overno di G enova per la dichiarazione di neutralità, m a osservando che esso avrebbe dovuto dim o strare la propria riconoscenza alla Francia per avere um iliato il Re di Sar degna nemico naturale della Repubblica Genovese-Se non che, avverte il Serra « esiste da gran tempo a G enova un Com itato austriaco diretto da « un agente della Russia e dal segretario di Legazione del Regno Sardo, ( v Ouesti degni Signori al soldo dei Despoti sono fiancheggiati da quella Fa-« zione oligarchica, la quale, dopo aver oppresso la P atria con l'aiuto della « Corte di Versailles che forse li oagava, si è gettata nelle braccia dell'A u-« stria da quando la Francia ha rifiutato di associarsi ai loro intrighi. Essa « è riuscita a provocare dal Governo l'ordine di ritirarsi al M agnifico Spi-« noia A m basciatore genovese in Francia, rischiando così di comprometu tere una amicizia utilissima alla Repubblica di G enova. La Convenzione « Nazionale non ha ancora espresso il suo parere sul grande problem a se i <, popoli limitrofi possano incorporarsi alla Francia, o debbano lim itarsi a Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 tito avversario, (70) ma ciò non servì che ad eccitarlo m aggiorm ente, e subito dopo egli divulgava per Genova una nuova lettera, che, sconosciuta sino ad ora, merita di essere riprodotta come uno dei più significativi d o cu menti di quel periodo di storia genovese. Terza lettera scritta dal Sig. Qio. Batta Serra a suoi concittadini « Se le ingiurie fossero ragioni io dovrei essere confuso da una diatrib a « anonima ove la bassezza delle idee contrasta con la viltà del linguaggio; <( percio io non mi abbasserò a farvi una risposta; sarà con dei veri servizn <( resi alla patria che io risponderò alle calunnie. Io farò solam ente osser-« vare ai miei Concittadini, di cui io son geloso di conservare la stim a, che « egli non è se non un vile colui che colpisce senza nom inarsi, che invano « 1 Anonimo chiamasi Genovese, e Repubblicano. Il suo linguaggio lo tra-« disce, un Repubblicano ed un Genovese non deplorano la giusta punizione « di un Re tiranno, di un discendente di Luigi X IV la cui m em oria deve es-« sere esecrata. (71) Egli è sicuramente, non vi ingannate, u n A gente del « Piemonte, e dell'Austria, che deve detestarm i, perchè io ho denonciato « questi traditori della Patria, i quali venduti ai tiranni coalizzati, vogliono, « servendosi perfino delle vostre virtù, indisporvi contro i F rancesi, che « sostengono così gloriosamente la libertà. M a essi tentano invano di calun-« niarli. Le loro vittorie luminose li vendicano abbastanza. Essi ve li rap-« presentano nell'Anarchia, ma v'ingannano. U na Nazione tale quale ve la « dipingono senza Legge, e senza Morale, non potrebbe av ere 500 m ila sol fi dati animati dal medesimo spirito, che fa trem are tutti i R e d e ll'E uropa, « e che hanno di già rotte le catene di molti Popoli. O sservate solam ente « all intorno di voi : Questo orgoglioso Re delle M arm otte (72) ci insultava « ad ogni momento, e profittando della debolezza, e della corruzione ine-« rente ad un Governo Aristocratico, non parlava che d 'im padronirsi d ella « Riviera; ebbene in un istante eccolo ridotto al Piem onte, d a cui i F ran-« cesi degni di essere i nostri migliori A m ici, lo scacceranno ben tosto. Si « abbusa della vostra buona fede fino a farvi credere che i F rancesi siano «dei Cannibali; Voi avete veduta la loro Flotta, ditem i qual m ai Equi-« paggio si è condotto meglio di essi ? « Ma io non ignoro già l'oggetto dei m aneggi, che si usano per sorpren-« dere la vostra credulità, qualunque pericolo vi sia a palesare un a perfidia « sì atroce, io devo dirvelo: Questa sarà la migliore risposta, ch e io possa « fare alle bugie che si spacciano su di me dal mom ento che io ho ab b an d o -« nata la mia Patria. Io sono in Francia per rendere dei servigi essenziali ai « mie: Concittadini, che io ho sempre teneram ente am ati. A scoltatem i : « esiste un Complotto fra tutte le Teste Coronate, il Progetto consiste a no n Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 « tare la nazione francese sotto vari pretesti di avvicinare delle forze a « questa C apitale, onde prom uovere quella rivoluzione che da loro si desi-« d era. In questi ultimi tem pi il sig. Gian Battista Serra trovandosi in Nizza « parland o a nom e degli am ici della Repubblica Francese ha detto a Robe-(( spierre il G iovane, che se la Francia voleva avere dei mezzi pecuniari per « sostenere l'a rm a ta d 'Italia e per poter provvedere ai bisogni non indiffe-« renti dei viveri che avranno l'anno prossimo le provincie meridionali, era « necessario che s 'accordasse favore agli amici della Repubblica Francese « in G enova, il num ero e il potere dei quali ha di molto esagerato. Ha u egualm ente supposto che l'O ligarchia di Genova faccino (sic) il mono-« polio dei grani a danno della Repubblica Francese e che questi distrutti « la F rancia verrebbe ad essere provveduta di una maniera meno gravosa. « Q uesti discorsi sono stati bene accolti da Robespierre ch'ha promesso di « farne uso nella sua prossim a partenza per Parigi ». (81) Ma proprio allora cadevano in F rancia i G iacobini e la politica estera Francese subiva un note vole m utam ento. I propositi di m arciare verso Genova, sia per dar man forte ai C ospiratori e liberare gli arrestati, (82) sia per l'attuazione di un vasto piano m ilitare che com prendeva l'occupazione simultanea di Savona con l'esercito, e della Spezia con la flotta, venivano per il momento abban do nati. (83) T illy, il principale agente dell'offensiva rivoluzionaria ideata dai G iacobini, il Deus ex m acchina degli antioligarchi genovesi, amico da tem po di G ian Battista Serra, poteva considerarsi caduto in disgrazia, e negli am bienti politici francesi a ll'idea di una conquista violenta veniva a sostituirsi gradatam ente quella di trasformare la neutralità benevola della R ep ubb lica di G enova in una dichiarata alleanza. (84) , T u tte queste ragioni dovettero persuadere Gian Battista Serra a tenersi per il m om ento al sicuro, m a non furono le sole. In una lettera che egli scriveva a G aspare Sauli, m entre erano ancora al potere i Giacobini, dopo aver riferito di esser stato m olto bene accolto a Nizza dai Rappresentanti del Popolo, e sopratutto da Robespierre il Giovane, aggiungeva queste testuali parole : « M on voyage m a confirm é dans mes idées, qui ne combinent pas « avec celles des m es amis ». (85) Quali fossero queste sue idee lo rileviamo da u n 'altra sua lettera, in data 28 m arzo 1794, al fratello Gian Carlo: « In « quanto alla politica, io non capisco, come l'uomo, il quale ha provato nel-« l'anno 1792 gli inconvenienti dell'incorporazione (86) prima della terri-« bile lezione d ell'esperienza, possa nel '94 bramare 1 invasione dell Italia. « N o, m io am ico, non aspettare la regenerazione del tuo Paese, dalla mano « dei Francesi. Spanderai un giorno delle lagrime di sangue su un progetto « prodotto d alla disperazione, e che avrebbe dovuto essere abbandonato, « quando la m inorità virtuosa supera l'Oligarchia e il timore. Possa il mio « funesto presagio non realizzarsi ». (87) I Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Q uali posizioni occupassero rispettivam ente nel cam po politico possiamo desum erlo dalle parole di un contem poraneo: «... I Giansenisti, pare, che abbiano in vista di richiam are la Religione cattolica alla sua purità prim itiva; e a sgom brarla di tutto ciò che e pompa, e grandezza, e domina zione tem porale; e sono amici dichiarati della Democrazia. I Mohmsti al contrario, non sem brano troppo inclinati a queste virtù oscure; entrano volentieri nei Governi, am ano le Corti, e gerarchie sublimi, e sostengono che le cose spirituali si accordano benissimo colle temporali, e che il regno di questo m ondo si unisce perfettam ente col regno dell'altro: hanno in som m a il progetto di M onarchia universale nel Papato: e sono nemici giurati della Dem ocrazia, e della Sovranità». (114) In sostanza, abbandonato ormai il terreno della casistica, ristretto ed inaccessibile alla grande maggioranza delle classi sociali, i due partiti avversi si apprestavano a cim entarsi in un campo assai più positivo e di im m ediato interesse per entram bi. Come diceva il genovese Vincenzo Palm ieri, in una lettera del 7 novem bre 1794 a Monsignor Scipione De Ricci, « il preteso Giansenism o speculativo » poco importava alla Curia R om ana, m a im portava bensì « il Giansenismo di giurisdizione e di bor sa ». (115)U na volta in questo ordine di idee lo schieramento dei due partiti era, si può dire, autom atico, e la lotta non era più attorno ad un rito, alla pluralità degli altari, alla V ia Crucis, al Sacro Cuore, od alla Gra Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 zia efficace ed alla sufficiente, com e dice il Cantù, (116) m a ad una que stione che risaliva al M edio Evo, sulla prem inenza, cioè, della potestà reli giosa sulla civile o viceversa, e più ancora sui confini dell'una e dell'altra. 11 Papato non si era mosso dalla sua linea di rigida intransigenza, ed aveva sem pre gravitato su quelle forze politiche o sociali che potevano sostenerla 0 rafforzarla, gli altri erano andati affannosam ente in cerca di quelle che ne assicuravano o prom ettevano la trasform azione o lo sgretolam ento. Ecco perchè nel gruppo dei Giansenisti Genovesi noi troviam o uniti insieme quelli che tutto speravano dal regalism o austriaco, e quegli altri che dal-1 avanzarsi delle idee Rivoluzionarie si riprom ettevano 1 annientam ento della Curia Rom ana. M a tanto il Degola, che dall inviato francese a G eno va, Sémonville, uno dei più fanatici banditori del G iacobinism o, (117) si faceva m andare le pubblicazioni che giustificavano la Costituzione Ci vile del Clero, (118) quanto il tenace dem olitore della Bolla Auctorem Fidei, Mons. Benedetto Solari che avrebbe desiderato un deciso intervento del generale Bonaparte, (119) e quanto il Palm ieri che può considerarsi, dato il suo G iansenism o regalista, un avversario, in un prim o tem po, degli Enciclopedisti, (120) erano tutti concordi in un solo pensiero, quello di salvare la fede dall'ateism o dei Giacobini avanzati, non m eno dannoso del curialism o dei loro avversari. Eustacchio Degola, dopo l'entrata dei Francesi in Lom bardia, scriveva tutto racconsolato a M onsignor Scipione D e' R icci: « ...i soliti atei e m aterialisti tanto in Pavia com e in M ilano non sono in gran credito, sono anzi alquanto avviliti vedendo che i loro pro getti irreligiosi vengono disprezzati, e vedendo che gli stessi francesi por tano i loro figli neonati alla Chiesa per farli battezzare ». Il giorno di S. Marco, continua la lettera, « fu battezzato sollennem ente alla M etropo-« litana un bam bino tenuto al Sacro fonte dal generale A ugerau e dalla « moglie del G enerale in Capo Bonaparte, con invito di tutto lo Stato Mag-« giore Francese. La Religione ha tutta la sua pubblicità e libertà prim iera. « Si pensa dalle A utorità costituite a sgravare la Chiesa e lo Stato da certi « Corpi che han deviato affatto dall'antica loro istituzione, m a giam m ai « si toccherà 1 essenziale della Religione. Se avrà luogo il progetto di Pal-« mieri di cacciar via tanta feccia di gente calata in quel Paese per rovi-« nare il buon ordine e il V angelo, le cose andranno bene » (121) . « Fa orrore, esclam a Vincenzo Palm ieri, il veder com e taluni con-« fondono come sinonimi Patriottismo e irreligione », e si com piace che non si dia ascolto ai « cattivi che sotto pretesto di libertà vorrebbero ateism o e libertinaggio» (122). Fin dell 1786 egli si augura che venga scritto un libro che in una m aniera nobile e degna degli augusti nostri Misteri spieghi i fondamenti della nostra religione ed insegni la m aniera savia di convertirli a Dio senza tante digressioni, che tenda alla riforma del Cuore ed am m inistri i Sacram enti come costum arono i nostri Padri Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 / -22 -(123). P iù tardi egli e Benedetto Solari vorranno dimostrare che le teorie dem ocratiche sono in perfetta arm onia con le dottrine del Vangelo (124). Siam o arrivati al punto nel quale lo schieramento dei Giansenisti liguri con le correnti rivoluzionarie si compie ormai senza ostacoli, ed i primi ad affrettarne il risxiltato sono proprio i Curialisti che, battuti sul terreno giurisdizionalista dalla politica della Repubblica, si uniscono per rappresaglia alle forze d ell'assolutism o straniero. X I. -M a allora, se, com e abbiam visto, tanto nel Patriziato come nelle classi M edie e nel Clero, sorgono numerosi e combattivi i sostenitori delle nuove idee, su quali elem enti si appoggia il Governo Oligarchico della R epubblica di G enova ? D a un Rapporto della Magistratura degli Inquisitori « sopra i discorsi, che si fanno in Città relativamente agli affari correnti », possiam o ricavare qualche notizia al riguardo. « Si è verificato, « dice il R apporto, col mezzo di più ceti di persone, e da tre più accreditati « N egozianti di questa Piazza, com e da alcuno dei migliori Bottegari si è « avuto, che sia assolutam ente necessario m antenere l'amicizia, e corn-« spondenza con li Regni di Portogallo, Spagna, Inghilterra, Napoli, « Im peratore e Re di Sardegna per il vivo, e continuo grandissimo com-« m ercio, che si fa nelle Piazze di detti Regni tanto di generi, che qui « m ancano, com e di generi, che di qua si spediscono a dette Piazze, oltre « poi i com m estibili, che dai Regni di Napoli, Sicilia, Stato del Papa, « Im peratore e Re di Sardegna vengono qui spediti, il che non succederebbe, « qualora il Ser.m o Governo si appigliasse al partito dei Francesi. Dicono « pure, che in occasione di rottura di guerra con tutte dette Potenze Coaliz-« zate, m ancherebbero tutte le ricorrenze dei commestibili in questa Città, « e che si potrebbero tem ere dei cattivi effetti per il malo contentamento « del Popolo; oltre poi il num ero non indifferente dei Genovesi abitanti « nelli Stati di detti Principi coalizzati; quali Genovesi sarebbero cacciati, « e verrebbero a domiciliarsi nello Stato Ser.mo, ed in questo caso vi « sarebbe m aggior necessità di viveri, e finalmente dicono che dell istesso « loro sentim ento sia l'universale dei Commercianti, e Bottegari di questa « Città, e tutto il detto loro deposto lo hanno anche avvalorato col loro «rispettivo giuram ento». (125) Oltre ai Negozianti e Bottegari anche il Popolo, secondo le informazioni ufficiali, sembrava « aveuglement devoue au gouvem em ent qui le flatait ». (126) Un biglietto di calice avverte: « si « sentono ovunque discorsi sediziosi. Se ne fanno in Banchi, e nei Botteghini « im punem ente. Si tratta di far m an bassa sopra i Nobili, e stabilire altra « foggia di Governo. Di tanto disordine gli Artigiani, ed il Popolo si mantie-« ne ancora fedele alla Repubblica. Questo genere di persone deve coltivarsi, u ed anim arsi ». (127) Ed in un Rapporto segreto, in data 6 febbraio 1794, ^ la M agistratura degli Inquisitori non esita ad affermare che si conservava « nelle persone Popolari l'attaccam ento al Governo ». (128) Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 M a nè per i Com m ercianti nè per il Popolo le cose andavano così liscie come sem brava alla M agistratura degli Inquisitori. Dalle testim onianze con tem poranee sappiam o che molti Com m ercianti avevano chiesto al Senato « l'erezione di una Cam era di Com m ercio, quale avesse il gius privativo di « decidere tutte quelle differenze, che alla giornata insorger potessero fra « loro a causa delle negoziazioni, mal soffrendo, che tali questioni pendessero « dall'arbitrio dei Giudici per lo più poco pratici delle m aterie di com m ercio, « e le decisioni de' quali cadevano sem pre a vantaggio di quello fra liti-« ganti, che sapeasi far conoscere il più disinteressato, e liberale. Fu eretto « questo Tribunale, gli venne assegnato un Presidente, un Senatore, e sei « nobili, e tre Negozianti ne form avano il Corpo. A ppresero tosto i M ercanti « ove tendessero tali viste, e lungi dal produrre il bram ato effetto, altro non « fecero, che accrescere il num ero dei m alcontenti, e di vedere questi colle-« gati coi Serra, Gentili, Carrega e Sauli ». (129) A nche una Banca di Sconto, utilissim a ai Com m ercianti, era stata soppressa nel 1786, e trasfe rita di poi al Palazzo per ridurla a strum ento politico di G overno « nello scopo principale di tenere sem pre un im m ediato predom inio sopra i suoi soggetti )) ; e questo avvenim ento « cooperò m oltissim o a suscitare diffidenza al Governo nei negozianti e ad alienare gli anim i dall'A ristocrazia ». (130) Oltre a ciò bisogna tener conto di quella parte di negozianti che, appunto per ragioni di commercio, si erano legati ai Francesi. Come diceva Saint Just, nel suo discorso dell' 1 1 m arzo 1794. l'enorm e quantità di grano, di vesti, di forni ture d ogni genere che la Francia aveva acquistato per le truppe dell'eser cito d Italia, per i dipartim enti m eridionali e per le piazze m arittim e della Corsica assediate dagli Inglesi, avevano permesso ai Genovesi di conclu dere affari d oro. (131) « L 'esportazione da G enova a Nizza del grano e « delle derrate, scriveva De Lizackevicz il 24 gennaio 1794, continua ogni « giorno e si può dire ogni ora. Due galere Genovesi vi hanno scortato sino « a ventotto navi da carico, ed una di esse si è ferm ata a V illafranca, l'altra « a M onaco. In entram bi questi luoghi esse furono ricevute con tutti gli « onori. I capitani delle galere, in segno di ringraziam ento, alzarono la ban-« diera tricolore e fraternizzarono coi francesi». (132) V ivacissim e poi erano state le proteste dei Commercianti contro il blocco degli Inglesi per forzare la Repubblica di Genova a dichiararsi per la Coalizione. E quando sulla fine del novembre del 1793 dieci navi, parte Svedesi e parte Danesi, che portavano merci da Lisbona e da Cadice, vennero deviate dal Porto di Genova e trattenute a Livorno, i reclam i non partirono solo dagli interessati, (133) ma anche dal Governo Genovese che ordinava al proprio Ministro presso la Corte di Londra, Cristoforo Spinola, di chiedere risar cimenti per il danno arrecato al commercio ligure. L 'indignazione dei Commercianti arrivò a tal punto che una proposta del Partito dei Giacobini di arruolare ventimila contadini, arm arli, piom bare su Livorno, distrug Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 gerla, interrare il Porto ed impadronirsi dei bastimenti, ebbe un gran suc cesso e molti sottoscrissero. (134) Se infida o per lo m eno divisa era la classe dei Commercianti, non m eno infide e divise erano le classi popolari. Già in tutta la Liguria si erano andati verificando dei tumulti dovuti alla carestia ed alla miseria, (135) e nel 1793 c'era voluto del bello e del buono per sedare una folla di Polceveraschi che radunatasi al suono delle campane a martello, dopo aver saccheg-f^iato i M agazzini A nnonari di Sampierdarena, voleva forzare le Porte della L anterna per entrare a Genova-(136) Certo il sistema di Monopolio praticato dall'O ligarchia Genovese doveva, in ultima analisi, gravare sulle classi meno abbienti. (137) Ed a questo proposito sono molto significative le impressioni lasciateci da un M agistrato francese, il Mercier-Dupaty, che nel 1785, rac contando un suo viaggio attraverso i vari Stati d 'Italia, scriveva: « A Ge-« nova non vi è che una Panatteria ed una Rivendita di Commestibili di ca-« rattere pubblico, entram be gestite ed amministrate dal Senato. La Repub-« blica non tollera che i privati vendano il pane, il vino, il legname, l'olio. « Forse che la Repubblica intenda praticare i più bassi prezzi, ed offrire la « m igliore qualità delle merci ? Mai più : essa vende ai prezzi più alti, e dà « in cam bio le merci più scadenti, senza inquietarsi delle proteste dei com ic pratori. M a com e possono i sudditi tollerare un simile Monopolio? Essi « praticano la m endicità, il furto, l'assassinio, oppure soffrono e finiscono « n eg li ospedali. E come possono sopportare una simile oppressione? La « m isura non è ancora colm a. Il popolo non si ribella quando vuole : 1 acqua « che riem pie un vaso non trabocca se non vi è una goccia di troppo. Ora « l 'A ristocrazia cerca di evitare questa goccia, e sacrifica una parte della « propria autorità alla propria avarizia. Quindi lascia senza applicazione « la m aggior parte delle leggi, tre quarti dei delitti impuniti, e compra cosi « il silenzio di coloro che potrebbero gridare. Ma la goccia che farà traboc-« care il vaso si ritiene inevitabile, perchè la pazienza del popolo è « stanca ». (138) X II. -M a è tem po ormai di concludere. Da quanto abbiamo detto fin qui risulta evidente che i Nobili liberali ed i Borghesi democratici, per dirla col G uyot, (139) vogliono, anche a costo di una rivoluzione, attuare la riforma costituzionale della Repubblica di Genova. Le classi Medie avvertono 1 umi liante situazione di trovarsi escluse dal potere quanto più sentono di rappre sentare una forza poderosa e necessaria nellam biente sociale che si va for m ando sulle rovine del feudalism o. Esse, per bocca del Segretario Gastaldi, pronunciano contro l 'im perante Oligarchia il più incisivo atto d'accusa: « Fuori del libro d 'oro, natali, probità, talenti nulla giovano per mettere al « coperto d 'una certa differenza di modi, e vocaboli, che offende gli animi « delicati. Il vizio accom pagnato con la Nobiltà, e colle ricchezze non è mai Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 • ' . Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 P . N U R R A -Un unitario dim enticato : Enrico Michele l'Aurora (La Cultura Moderna, nov. 1923). FR . O LM O : D ei rapporti politici fra Torino e Genova durante la Rivoluzione. (Rivista d 'Italia, 1° febbr. 1915, pagg. 242-244). Costantino Balbi, Ministro Plenipotenziario della Repubblica di Genova, informava da V ien n a l'8 marzo del 1792 che il conte d 'Hauteville, Primo Ministro del Re di Sardegna, scriveva alla Corte Austriaca « che si spandevano nel Piemonte, e nella Lombardia Austriaca m olte Brochures contenenti m assim e contrarie ai Genovesi, e analoghe alla nuova constituzione francese, le quali venivano da Genova, e che aveva luogo di crederle stampate in detta Città, e in casa d el M inistro francese (Sém onville) ivi residente, uomo noto per il suo attaccamento al partito Dem ocratico, il quale teneva una stamperia in sua casa, e che detti pestilenziali libercoli si frapponevano ne' diversi colli di mercanzia, e si eludevano con ciò le vigilanze delli G overni, e li ordini emanati sopra tali m aterie». (Archivio di Stato di Genova: Lettere M inistri, V ien na, m azzo 95, anni 1791-1793). (51) FR A N C ESC O MELZ1 D 'ERIL: M em orie e documenti. Milano, Brigola, 1865, voi. 1°, pag. 142, e doc. n. 1 a pagg.. 345-350. (62) Il Comandante della guarnigione di V entim iglia, capitano Carlo D e Franchi, scrive, in proposito, al G overno di Genova il seguente Rapporto in data 7 m aggio 1793: « Sendosi ieri m attina secondo il solito, presentato da m e un U om o di M entone prroveniente da quella parte spedito q bella posta da persona forestiere, a lui incognita per conse gnare a questo Patrizio Sig. Gio Batta O renghi una lettera che da m e osservata, dubitando stante il di lei Volume potesse esservi entro qualche stam pa, stim ai di non ritornarla a d.to espresso ma invece fatto chiamare cod.° S .e O renghi le consegnai io stesso detta lettera, che disuggellata alla mia presenza e letta la lettera m e la ritornò im m ediatam ente con la stam pa, che m i do l onore di com piegata rim ettere a V . V . S. S. Ser.m e. Esso non ha risposto a detta lettera perchè creduto l'anonim o un qualche fanatico, e nè tam poco è da dubitarsi che detto M° O renghi possa aderire alle stolte richieste d el m edesim o. Non tralascierò di sem pre invigilare affine di ritirare qualunque di d'ette stam pe, che qui potessero giongere per quindi rim etterle a V . S. Ser.m e nell'atto che passo ad um iliarm i, ecc.». Dal canto suo l'Orenghi scriveva al Governo di G enova: Serenissim i Signori, Fino di giorni sono m 'arrivò per la Posta un plico con entro due stam pe ed uno scritto sottoscritto l'Aurora, ne feci fare lettura al Sig. C om andante della T ruppa ed indi per m ezzo del Sig. Cancelliere li feci consegnare all'H l.m o Signor Capitano, con incarico d i tram andarle alle L. L. Ser.m e ed a S. Ec.a il Signor G overnatore di S. Perno. Ieri m attina fui chiam alo dal detto Signor Capitano, e m i consegnò altro plico con entro altra stam pa ed una lettera la quale da m e letta rim isi di bel nuovo al detto Signor Capitano, acciocché le tram andasse a L. L. S. S. S er.m e; pensava rispondere sxill'istqntc all'Aurora, che si inform asse, che il m io talento e le m ie forze non m i perm ettevano neppure di m editare sim ili im prese, e che ero nato in una R eligione, e costituzione per le quali ero pronto a sacri ficare il tutto, considerando dall'altra parte che costui doveva essere o pazzo, o fanatico, o im postore ho stim ato bene non darle risposta alcuna. H o stim ato m io dovere, il tutto far pre sente a L. L. S. S. Ser.m e nell'atto che colla più profonda venerazione um ilm ente m 'inchino. Di L. L. S. S. Ser.m e X X m iglia li 7 M aggio 1793. um ilissim o servitore Già Batta Orenghi In data 17 maggio 1793 il Deputato di turno della Magistratura degli lnqui*itori, G B Garassino, incaricato con decreto 3 aprilé 1793 « a d appurare chi sia la persona firmata sotto il nom e di Aurora, in un M anifesto ultim am ente uscito da M entone, deve riferire, che dalle notizie procuratesi ha rilevato, che detto Enrico lA urora è di nazione Rom ano, ed attualmente è in Nizza, egli solo è stato l'autore di detto m anifesto, e va disponendosi di dare alle stampe nuovi scritti». (A rch ivio di Stato di G enova -Collegi D iversorum , anno 1793, filza 381). Non mi fu dato rintracciare, finora, il testo com pleto del M anifesto dell'Aurora. E ' facile, però, indovinarne il contenuto dalla lettera del Matera al Sauli, pubblicata da me nel citato articolo: Un « Unitario » dim enticato, e di nuovo dal SOR1GA nello studio citato: L 'idea nazionale e il ceto dei « patrioti » avanti il m aggio del 1796. (63.) M. G. C A N A L E : D ella vita e delle opere del m archese Gian Carlo Serra. M em oria storica. G enova, T ip. A . Cim inago, 1890, pag. 12. 1700^^ ^eUera ^erra ^a Per titolo « Lettre d 'un g en o is» , e la data del 15 ottóbre 179-La riportiamo nel testo originale francese in A ppen dice B -Doc. n. 11. 3 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 ♦ Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 toutes le mesures pour garder la neutralité armée sont prises, le Ministre Anglais parti aujourd'hui à Toulon. » Le Marquis Marignan se rendit à Turin, nayant pas regu du Gouvernement la permission de prolonger son séjour à Gènes. On le renvoya d*ici à cause de deux mémoires, qu il pre senta, malgré mon conseil de ne pas le faire. Dans le premier, il conseillait à la République d 'entrer en alliance avec les Puissances Coalisées et reconnaitre Louis XVII, et dans le secondil offrait au Gouvernement d'enlever à Tilly, à son départ, tous papiers et les archives appartenant à la Couronne Frangaise. En remettant ces mémoires au Sécrétaire d Etat Continental, nom mé Rouza, infecté par la science Jacobine et soutenu par le Club de Paris, il insista, que la lettre du Regent, adressée à la République, fut acceptée. Le Conseiller privé Mr.le Chevalier Elliot, arrivé avant-hier de Londres, se rendit à Toulon, en qualité de Commissaire du Roi Britannique. Le Gouvernement s'exerce à inventer tòutes sortes de moyens et d expédients pour con server la tranquillité intérieure et pour la défense. Il institua le Comité de Salut Public, com pose de 8 Commissaires, prédestinés pour les 4 parties de la Ville, et d un Commissaire du Port. Les batteries principales sont déjà munies de poèles pour faire rougir les boulets au feu et l'ordre est donné de faire un emprunt de quatre millions de livres à 2 prò cent. Le Ministre de Sardaigne me communiqua, qu avant-hier le Sécrétaire d Etat Continental lui déclara à la Conférence, que le Gouvernement n est pas en etat de retenir le peuple ; d 'aprés ces considérations, je me sentis forcé de m expliquer hier à ce sujet avec le Sécrétaire d 'Etat du Departement Maritime, avec lequel je suis en voie de négociation, et de réclamer son rapport au Gouvernement, si ce qu a dit son camarade est juste, car en ce cas, ma famille et moi. nous pouvons ètre exposés à l arrogance et la violence du peuple infame, surtout pendan: le siège et le bombardement de la Ville. Le Sécrétaire d 'Etat m 'assura, au non du Gouvernement, que je peux vivre tranquillement, et sans aucun doute, en Ville, car toutes les mésures pour eviter le moindre soulevement du peuple sont prises et le seront désormais. Le blocus du Port n'éffraie point les Gènois présomptueux, mais si l'Empereur avait défendu l'export des subsistances de la Lombardie à Gènes, ce moyen aurait (forcé la République de s 'éloigner de la France et d'entrer en alliance avec les Puissances Coalisées. Ci-joints 3 paquets : l'un de Madrid et les 2 autres de Cadix. R esu le 2 Décembre 1793. (DE LIZACKEVICZ -Lettere inedite, n° 97 del 1793). Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 personnellem ent et de témoigner la violence au peuple Gènois. II leur répondit, qu ii ne pouvait perm ettie le passage sous aucun prétexte, 'ayant tout au contraire l'ordre précis de le défendre par la force des armes ; les députés lui répondirent (à celà, qu'ùn tei exploit de sa part est déplacé, parce qu une partie de l'armée franfaise se trouve déjà dans les districts de la Ré publique. A u sujet de cette nouvelle, le Gouvernement envoya le 7 du courant, par une estafette, au Commissaire susdit, l'ordre de ne pas laisser passer l'armée franfaise et de défendre le passage ■ Quand il verrà 1 impossibilité de s'y retenir, de le quitter, ayant pris du Commandant fran fais sa parole d honneur que les promesses, écrites dans le Manifeste, seront accomplies strictement, que le peuple Gènois ne souffrira point d'oppressions des militaires franfais et que le calme et la tranquillité seront observés. Erisuite il doit battre en retraite vers la forteresse de Savonne avec une partie de sa troupe et d envoyer 1 autre à la forteresse de Gavi. Cet ordre est envoyé au Gouverneur de St. Remo, qui de sa part doit le remettre au Major Batchigaloupo. Cette estafette fut suivie par une autre de St. Remo avec 1 abnonce qu'une colonne de 1 armée franfaise de 8-10 mille hommes a commencé à se glisser à travers le Penné et l'Olivetto/districts appartenants à la République/jusqu à Dolce Aqua avec l'intention d 'attaquer Saorgio par derriére et que le corps à Mentone s'augmente de toute heure par l'arrivée de differents bataillons. L'armée franfaise est partagée, parait-il, en 4 colonnes : l'une resterà à Nice, la secondedans Ics montagnes contre Saorgio, la troisième-en expédition vers Dolce A qua et la quatrième doit s introduire dans les districts de la Republique par les passages de V entim ille et se diriger vers les Principautés d'Oneille et de Loano, soumis au Roi de Sardaigne, pour le conquérir ; d une telle maniere, les Franfais s'approcheront de la ville de Savonne, qui est com ptee pour la clef de Gènes, et s ils prennent cette forteresse, le passage principal en Lom bardie par la Boquette leur sera ouvert. Par malheur, le Commandant de cette ville-Ie Colonel Spinola, qui a prodigué en libertin tout son bien, peut ètre soudoyé sans peine et vendre cette forteresse aux Franfais. Le Gouvernement a envoyé hier un exprés avec cette nouvelle à V ienne et il est à espéreravec la vaine excuse de n avoir pu resister à des forces si supérieures -La manière habituelle d 'agir de ce Gouvernement faible et timide. Si l'Italie sera occupée par les Franfais-c'est l'Archi-Duc Ferdinand, qui sera fautif de son malheur, car, ne donnant pas foi aux nouvelles, que j'envoyais directement au Grand Due de Toscane et a notre Ambassadeur à Vienne, ainsi qu'aux rapports du Chargé des Affairas V iennois, le Comte Girola, il donnait plus de foi aux informations de son ami Jacob Philippe Durazo, qui le séduisit par des assurances prétendues, que les Franfais ne violeraient sous aucun prétexte la neutralité de Gènes. Je nc prévois ici aucun danger pour moi-mème, étant assuré, que le Gouvernement, en aucune manière, ne laissera entrer les Franfais dans sa Capitale pour ne pas rendre la banque de St. Georges et ses propres trésors et richesses dans les mains de brigands et de pirates rapacec et cupides. Les mesures prises contre toute sorte de Jacobins intérieurs et contre leurs adhèrents et traitres de la Patrie, ont le mème but. Ces derniers jours et le mème jour, qu'on a refu ici la nouvelle de l'entrés des Franfais dans le territoire de la R 'publique, le Chef des Jacobins, membre du Petit Conseil, Jean Charles Serra avec un noble, nom m é Saouli et au surplus 4 Bourgéois, furent emprisonneés dans la tour. R efu le 29 Avril. Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 * Bien loin d'imiter la conduite féroce des vils Anglais, qui, foulant aux pieds le droit des gens et les Loix, le plus sacrées, de l'humanité, n'ont pas frémis d'horreur d 'assasineT de 13 Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 -Ì94sang-froid dans le Port de Gènes, sous le canon de ses batteries des Républicains franfais, qui auraient eu droit à la protection du Gouvernement, le moins civilisé. 11 déclara par ses Représentants, que les Loix de la Neutralité, la plus exacte, seront réligieusem ent observées. Les Franfais, ennemis étem els des Tyrans, qui ont confu le téméraire projet de les réduire en Escavage, sont Am is du Peuple libre. Les G ènois trouveront un frère, un Ami ardent et sincère dans chaque défenseur de la Liberté com m e tout Franfais trouvera en eux des Hótes bons et humains. Les Républicains franfais respectent les droits de tous les Peuples, leurs usages, leurs Loix, leurs préjuges mème; ils veulent, mais ils n'exigent pas im périeusement, qu'ils soyent heureux. Le Gouvernement, qu'ils ont adopté, répose sur les bases sacrées de l'Egalité et de la Liberté, chez eux des vertus et les talents sont seuls estimés. Pour m ériterla confiance de la Nation, 0 faut étre juste et vertueux. Le Vice, l'immoralité, la Corruption ont été bannis du sol régénéré de la France, avec la trouppe des scelerats, qui ne cessent calomnier chez les Étrangers un peuple aussi généreux et magnanime, que ses ennemis sont làches et coupables. La Nation Franfaise recompense toutes les vertus, punit tous les crimes avec les mèmes Loix applicables indistinctement à tous les citoyens. A l'extremité du territoire de la République Franfaise finissest, et sa révolution, et l'éxecution de ses Loix. Citoyens G ènois ! Des Esprits inquiets chercheront à convertir en haine 1 amitié reciproque, qdi doit unir des Peuples libres. 5 'il arrivait que quelque malveillant intrus dans l'armée tint vis-à vis de Vous, une conduite, qui ne fut pas conforme aux principes de la Nation Franfaise; adressez V os plaintes aux Représentants du Peuple et ils reganderont de tels hommes comme des ennemis de la révolution, interessés à déshonorer, s'ils le pouvaient jamais, leurs frères d 'armes et à troubler ainsi la parfaite union, qui doit exister entre les deux Peuples. Les Représentants du Peuple sauront réparer les torts, venger les outrages, qui pour raient ètre faits à la Nation Franfaise avec une séverité vraiment Républicaine. Que la m èm e justice, aussi sévère, aussi réciproque, nous soit rendue par Vous, et la bonne harmonie et la fraternité, qui existent entre les deux Nations, ne seront point alterées. Fait à Nice le 10 Germisal, l'an 2 de la République Franfaise une et indivisible. Signé : Ricord, Salecettì, Roberspierre (DE LIZACKEVICZ -Ledere inedite, n° 26 del 1794 e n° 2 A llegati). APPENDICE A -D oc. N. XX De Lizackevicz au Ministcre N. 55 Gènes, 8/19 Juillet 1794. Le Gouverneur de St. Remo, Spinola, ecrivit au Gouvernement, que le Commissaire Riccard et le Général Buonaparte avec différents officiers ont dine chez lui le 11 du courant. A prés le diner, ayant renvoyé ies officiers, le Commissaire et le Général lui déclarèrent, Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012 que Morando, étant soumissionnaire de l'armée Franfaise en Italie, doit rester a G ènes; outre celà, ce pharm acien se trouve au Service actif de la République Franfaise. Quoiqu on lui répondit, que Morando doit se soumettre à l'ordre, il se trove ici jusqu à présent. T illy em ploie tous les moyens interdits, pour précipiter la République dans le gouffre de l'abìm e et pour exciter dans la Ville une émeute du peuple. Le Gouvernement, sentant toute la gravite des intrigues de cet éffronté, privé de honte, sollicite son rappel d ici, mais n ose pourtant pas se déclarer ouvertement contre la France, voyant que 1 armee A lliee à Piemont se trouve com plètement en inaction et ne fait jusqu'à présent aucun sem blant de chasser les Franyais des districts Gènois. (DE LIZACKEVICZ -Lettere inedite, n° 57, del 1794). APPENDICE A -Doc. N. XXII De Lizackevicz au Ministeri N. 68 G ènes, 10/30 Aout 1794. A présent on peut dire authentiquement, que le repos et la tranquillité sont rétablis a G ènes. Tilly a regu l'ordre, de ne pas se mèler des complots contre le Gouvernement et de ne rien entreprendre de ce qui pourrait troubler le calme de la République. Dans son dernier mémoire au Gouvernement, il en fait précisement mention, en assurant, qu il ne manquerait pas de dénoncer lui-mème celui, qui oserait lui offrir de comploter la chute de ce Gouvernement. Il porta toute sa malice contre le Consul, qui, d ime manière rusee, multiplie les intrigues pour le jeter à bas, l'accusant à Nice et à Paris de toutes sortes de crimes. Ces deux monstres méneront entre eux une lutte jusqu'à ce que 1 un ne casse le cou à 1 autre. Selon les indices on voit, que la victoire sera remportée par le premier, qui, parait il, s est bien affermi et a réparé sa position, parce qu il se trouvait en grande querelle avec Rober spierre le Cadet. Regu le 26 Septembre 1794. (DE LIZACKEVICZ: Lettere inedite, n° 68, del 1794). APPENDICE A -Doc. N. XXIII con due Allegati "De Lizackevicz aa Minist'ere J\J. 77 Gènes, le 23 Septem bre/4 Oct. 1794. Lord Hood remit par l'entremise de Mr. Drake un mémoire au Gouvernement par lequel il déclare, que vù l'ordre précis de Sa Majesté de la Grande Bretagne de protéger par son Escadre les cótes d 'Italie, il doit avoir pour l'accomplir des Ports, dans lesquels il pourrait ranger l'Escadre d'une telle manière, qu'après avoir levé le blocus de l'Escadre Franfaise, Società Ligure di Storia Patria -biblioteca digitale -2012
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