Un passo indietro sul fronte dei diritti di libertà e di eguaglianza in materia religiosa [?] *

Sergio Lariccia, In Ricordo, Del Giudice, Luigi Bianchi D'espinosa
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SOMMARIO: 1. Premessa-2. La corte ritiene ammissibile l'intervento, nel giudizio costituzionale, dell'associazione privata degli atei e degli agnostici razionalisti. Funzione e importanza dei gruppi sociali organizzati per l'affermazione dei diritti verso e contro le religioni-3. L'UAAR può essere considerata una confessione religiosa?-4. Non è ammesso un controllo giurisdizionale sulle decisioni del consiglio dei ministri riguardanti l'avvio delle trattative per la stipulazione di eventuali
more » ... one di eventuali intese tra una confessione religiosa e lo Stato. Ma "ci sarà pure un giudice a Berlino!"-5. Potere politico, potere amministrativo e potere giurisdizionale in tema di diritti dei gruppi religiosi in Italia-6. Ragioni della politica e ragioni del diritto: una scelta metodologica. Dubbi, nella fattispecie, sul ruolo del parlamento come organo di garanzia che esercita il controllo sul governo-7. 2 aprile 1966: il ricordo di una giornata particolare di cinquant'anni fa. * Questa nota di commento alla sentenza della Corte costituzionale n. 52 del 2016, non sottoposta a valutazione, è pubblicata anche in Nomos (rivista telematica), 1, 2016. 1 Nella mia esperienza di magistratura ma, più in generale, nell'esercizio dei compiti nei quali mi si chiedeva di tenere conto della cultura della giurisdizione e dei valori della neutralità e dell'imparzialità, ho avuto più volte occasione di ispirarmi allo stile del giudice Luigi Bianchi d'Espinosa (Napoli, 1911-Milano, 26 giugno 1972): un magistrato e partigiano italiano, che merita di essere ricordato. Entrato in magistratura sotto il fascismo, abbandonò il suo posto di giudice al tribunale di Firenze dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943, quando si rifiutò di sostituire negli uffici giudiziari l'immagine del re Vittorio Emanuele III con quella di Benito Mussolini. Da quel momento si unì ai gruppi della Resistenza nell'Italia Centrale, svolgendo soprattutto compiti di collegamento tra le unità combattenti e i reparti alleati in avanzamento verso il nord della Penisola. Al termine della guerra riprese il suo servizio in magistratura e svolse a Milano la parte più importante della sua carriera, diventando presidente di sezione in tribunale e successivamente Procuratore generale. Il suo nome è legato, tra l'altro, a una decisione che segnò in senso progressista l'evoluzione della magistratura italiana: fu presidente del collegio che assolse dalle accuse principali quattro studenti del Liceo classico Giuseppe Parini di Milano, indagati per un'inchiesta sulle abitudini sessuali delle giovani generazioni pubblicata sul giornalino scolastico La zanzara: cfr. il § 7 di questo scritto.
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