MITO E ARCHITETTURA_ Capanne, transatlantici, capitelli e turbine [article]

FRANCESCO BACCI
2019
Quando il mito nasce sono le cose a potenziare le immagini, quando diventa mitologia sono le immagini a potenziare le cose» Goethe, Tagebücher L'ARCHITETTURA SI DEVE 'RACCONTARE COME' 20 grandi esponenti dell'architettura di aspirazione modernista dell' epoca. Per quanto i presupposti ideologici e le finalità della Francoforte di May e della Siedlung di Mies presentassero notevoli differenze, i due lavori erano accomunati da un' estetica del tutto simile. Tre erano gli elementi fondamentali che
more » ... ti fondamentali che risuonavano come un diktat: assenza di decorazione in favore di un' esasperata complanarità delle superfici, finitura bianca, e tetto piano. Quest'ultimo appariva agli occhi di molti accademici come una sorta di non-finito e sembrava derivare dall'imitazione di modelli vernacolari genericamente (e gratuitamente) ereditati dal bacino mediterraneo. Le accuse erano estremamente vigorose e convincenti e, in effetti, difficilmente confutabili. Del tetto piano si denunciava in primo luogo la carenza dal punto di vista delle prestazioni: iniziavano a mostrarsi le infiltrazioni e la coibentazione era raramente sufficiente. I detrattori del linguaggio moderno evidenziavano poi come il tetto piano rappresentasse un offensivo tradimento delle forme della tradizione germanica. Se per i moderni ambire ad un linguaggio internazionale con aspirazioni di universalità era una grande speranza, per gli accademici rappresentava invece una minaccia. È evidente come in un simile clima culturale le posizioni intermedie o moderate avessero poco spazio: sembrava non esserci una terza via oltre l'abbracciare con fiducia l'assoluta novità o, d'altra parte, rifiutarla con decisione. Se i tradizionalisti si appellavano alle forme del passato per cercare di mostrare la naturale tendenza ad utilizzare il tetto a falde, Adolf Behne, invece, cercava un ascendente ancora precedente, in una corsa a ritroso verso le origini per motivare il proprio sostegno alla modernità. Diceva Behne: «La parola d' ordine "tetto piano" non vuol dire altro che oggi si coglie nuovamente il significato originario della parola tetto» [2] . Come a suggerire, ma senza il bisogno di dimostrarlo, che l'archetipo dell'architettura si costituisse proprio con un tetto piano. Ernst May, tra i primi promotori di una chiara estetica per le Siedlungen (sebbene non usi mai la parola 'estetica' e rifiuti la nozione di 'stile' per l'architettura moderna), faceva di tutto per contrastare i feroci attacchi di chi additava la sua opera come figlia di un gusto arbitrario e transitorio. Rivendicava l' oggettività e la necessità delle proprie scelte, che altri condannavano come una [2] Adolf Behne, Per un' estetica della copertura piana, "Das Neue Frankfurt", Ibid., pp. 78
doi:10.15167/bacci-francesco_phd2019-05-13 fatcat:oxa3jpxxjfcz7d5c65pbt4vdky