Giornale di pedagogia critica

Maria Leuzzi
2013 unpublished
Spesso accade di essere trovati da un libro e la propria mente ringrazia il caso. Quel libro, diviene elemento gratuito di chiarezza, e la chiarezza dona benessere. Quel libro, dal titolo evocativo, è La vita indivisibile, di Franco Calamandrei 2 . Sono raccolti i due primi suoi quaderni con riflessioni, rievocazioni, annotazioni e appunti di lavoro. Vi è racchiusa, dal 1941 al 1947, la sua giovinezza, il periodo, come ricorda oggi la figlia Silvia 3 , delle sue «grandi scelte storiche» 4 . 1
more » ... e storiche» 4 . 1 Il titolo, al plurale, configurerà, alla fine della ricerca, ulteriori testimonianze di avvenuta o mancata comunicazione affettiva o di risolti o irresoluti conflitti ideologici tra genitori e figli. Qui, prendo in esame le riflessioni e le considerazioni di F. Calamandrei sui suoi anni di formazione intellettuale e politica così come emergono dal suo La vita indivisibile. Diario 1941-1947, Firenze, Giunti, 1998 con prefazione di R. Bilenchi, riprodotta dall'edizione a cura di R. Bilenchi e O. Cecchi, Roma, Editori Riuniti, 1984. Le citazioni riguardano l'ultima edizione. Cenni al rapporto tra F. e P. Calamandrei nella mia Introduzione al panel La memoria sovversiva: tracce e trame di vita affettiva, in Atti del V Congresso della Società delle Storiche, Napoli, 28-30 gennaio 2010. 2 Una scheda biobibliografica di F. Calamandrei è in Appendice. 3 S. Calamandrei, Nota alla presente edizione, in F. Calamandrei, La vita indivisibile..., cit., p. 6. 4 Spesso le grandi scelte storiche coincidono, per molti, anche con il tempo della propria coscienza, come dimostra Ingrid Warburg Scelte sovversive, quelle di Franco 5 , perché andranno a confliggere con le scelte e le aspettative di suo padre, Piero 6 , il grande giurista e intellettuale. Come sempre, quando ci si accosta ad un rapporto familiare e, tanto più, ad un conflitto generazionale, la cautela è d'obbligo, ma l'interesse per il "fatto", dal punto di vista della storia dell'educazione, è molto vivo. «Quasi si vorrebbe noi anziani che i mandorli per fiorire prendessero prima con noi anziani l'appuntamento: e così ce la prendiamo coi giovani che fioriscono per loro conto, senza chiederci il permesso e senza aver preso le preventive istruzioni». A chi si riferisce Piero Calamandrei? 7 Al figlio. Cinque anni dopo, a Roma, nell'ottobre del 1943, quando già le sue scelte sovversive erano compiute, Franco annota: «I figli devono educare i genitori» 8 . Spinelli, Il tempo della coscienza. Ricordi di un'altra Germania 1910-1989, Bologna, Il Mulino, 1994 M. Avagliano, in un'ampia ricostruzione della lotta partigiana attraverso i diari e le lettere di tanti e tante protagonisti, include anche F. Calamandrei in quella che definisce "generazione ribelle". L'autore si sofferma però soltanto sulle imprese belliche e, per Franco, riporta le pagine del suo resoconto sulla preparazione e attuazione dell'attentato di via Rasella, a Roma, ma non entra nel merito delle modalità e delle ragioni individuali della scelta partigiana di tanti giovani, uomini e donne. Cfr. M. Avagliano, La generazione ribelle. Diari e lettere dal 1943 al 1945, Torino, Einaudi, 2006 Una scheda biobibliografica di P. Calamandrei è in Appendice. 7 P. Calamandrei, manoscritto inedito, 1938, citato in esergo, da A. Casellato, a cura, Piero e Franco Calamandrei. Una famiglia in guerra. Lettere e scritti (1939)(1940)(1941)(1942)(1943)(1944)(1945)(1946)(1947)(1948)(1949)(1950)(1951)(1952)(1953)(1954)(1955)(1956), Bari-Roma, Laterza, 2008. 8 Ibidem. La frase annotata da Franco e posta in esergo da A. Casellato, op. cit., p. 148, è una riflessione di P. Lafargue riferita a Marx, peraltro suo suocero, essendosi sposato con Laura Marx. Esponente socialista di primo piano, Lafargue è autore di diversi saggi tra cui Il diritto dell'ozio, pubblicato quattro anni dopo la morte di Marx, nel 1887. È sintomatico (o del tutto casuale?) che questa annotazione, senza nessun commento da parte di Franco, sia preceduta dalla trascrizione di un pensiero di R. Rolland su Lenin: «Bisogna sognare, ma a
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