Il "Paradiso" commissionato dal conte Giovanni Borromeo, nipote del cardinale Federico, a Jan Brueghel il Vecchio

Giacomo Berra
2021
1 Il pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio, conosciuto anche con altri soprannomi come Brueghel dei Velluti o Brueghel del Paradiso (Bruxelles, 1568 -Anversa, 1625) ( fig. 1) , figlio del celebre Pieter Brueghel il Vecchio, è stato uno degli artisti maggiormente apprezzati dal cardinale (e poi anche arcivescovo di Milano) Federico Borromeo (1564-1631) (fig. 2) 1 . Il cardinale Federico, "principe e mecenate" 2 , nell'arco di diversi anni richiese In questo saggio anticipo una parte di uno
more » ... una parte di uno studio molto più ampio, per alcuni aspetti ancora in corso, che sarà pubblicato a breve e che riguarderà l'analisi di alcune lettere inedite che il cardinale Federico Borromeo scrisse all"amico' pittore fiammingo Jan Brueghel il Vecchio e anche a suo figlio Jan Brueghel il Giovane. Si tratta di lettere significative attraverso le quali è possibile 'ascoltare' le parole stesse del prelato in riferimento ad alcuni dipinti da lui commissionati o ad altri aspetti più o meno contingenti. Nello studio in preparazione verranno anche rese note alcune altre lettere scritte da Jan Brueghel il Giovane al cardinale Federico. In particolare verrà pubblicata un'importante "Nota" inventariale riguardante i quadri presenti in casa del defunto Jan Brueghel il Vecchio (morto nel 1625) che il figlio Jan il Giovane decise di mettere in vendita nel maggio del 1626 ad Anversa. Si tratta di una "Nota" che Jan il Giovane aveva voluto presentare, allegandola a una lettera, anche al Borromeo affinché il cardinale potesse eventualmente decidere di acquistare alcuni di tali quadri inventariati. Questa "Nota" comprende un elenco di una quarantina di quadri con soggetti legati a diversi generi pittorici che Jan Brueghel il Vecchio aveva elaborato nel corso di tutta la sua carriera. Si possono, ad esempio, trovare dipinti con nature morte ("tre Vagij di fiori"), quadri allegorici ("li Cinque sentimenti"), paesaggi ("varij Paesaggi"), dipinti religiosi ("Un Cristo in Crose in picciola con molte figuretti") e varie altre tipologie. Avvertenze: per i documenti citati in questo saggio ho adottato, per la trascrizione, il criterio della massima conservazione (la u e la v sono state però distinte perché non sempre il segno grafico indica chiaramente di quale lettera si tratti). Tutte le abbreviazioni sono state sciolte evidenziandole in tondo (invece le citazioni, anche a stampa, saranno in corsivo). Le lacerazione della carta sono state così segnalate: [***]; mentre le mie integrazioni verranno inserite in tondo tra parentesi quadre. Alcuni documenti, già resi noti da altri studiosi, sono stati invece citati nella forma già pubblicata e a tali lavori rimando per la precisa indicazione archivistica. È possibile inviarmi eventuali segnalazioni attraverso il sito www.giacomoberra.it. Desidero qui ringraziare in modo particolare Lorena Barale, Anna Elena Galli, Giovanna Mazzucchelli e il direttore e il personale della Biblioteca Ambrosiana di Milano.
doi:10.11588/artdok.00007228 fatcat:5qiyruqmvfcjbow7f46esen74m