The Funeral Lament as an Anthropopoietical Ritual: an Ethnographic Investigation in Contemporary Morocco [article]

MARTA SCARATTI
2018
Vorrei ringraziare prima di tutto Stefania Consigliere e Carlo Capello per le attente letture, le indicazioni e i preziosi confronti, nonché per la disponibilità, anche umana, dimostrata lungo tutto il percorso di ricerca. Un grazie ad Antonio Guerci per la disponibilità e la gentilezza. Per lo sviluppo del lavoro hanno avuto un ruolo importante la partecipazione al "Tavolo di antropologia" a Genova e la frequentazione del corso in Mediazione etnoclinica presso il Centro Studi Sagara, che hanno
more » ... i Sagara, che hanno costituito per la ricerca uno stimolo e uno spazio di confronto e a cui va pertanto un ringraziamento. Grazie a Zakaria Rhani del centro Jacques Berque di Rabat, il cui aiuto ha supportato la realizzazione della ricerca sul campo. Oltre alle persone incontrate e intervistate durante il lavoro etnografico, un ringraziamento speciale va a Nabil e a tutta la sua famiglia, ad Amal, Salima, Zahra e Youssef, che hanno reso possibile la mia permanenza in Marocco e l'hanno arricchita non solo per quel che concerne la ricerca. Grazie ad Arlette, per il primo mese a Rabat. Grazie anche ai colleghi che hanno condiviso con me questi anni, in particolare Paolo e Fabio, che cito tra gli amici e a cui aggiungo un grazie per l'ospitalità genovese, Alessia e Alessandra. Grazie ai colleghi di lavoro extra-universitario di questi anni, per la disponibilità e le indispensabili sostituzioni. Grazie a Sara, Miriam, Francesca e Margherita per i consulti transoceanici, la condivisione dei dubbi quotidiani e naturalmente per la perseveranza che mettiamo nell'essere presenti anche a distanza. Alla mia famiglia va un grazie particolare per il supporto mai venuto meno, l'appoggio e il rispetto delle mie scelte. Grazie anche alla più estesa famiglia fiorentina, che rimane il luogo da cui partire e a cui tornare, e grazie in particolare a Simone, per aver sopportato e supportato tra le mura di casa anche i momenti più critici. Infine, un grazie speciale a Francesco per la pazienza, l'entusiasmo, l'instancabile lavoro fotografico, gli innumerevoli scontri e confronti, ma soprattutto per aver condiviso con me un viaggio, un progetto, e molto più di questo. Conclusioni p.155 "Il faut pleurer" Appendice p.165 Bibliografia p.190 Sto solo chiedendo al lettore di abbandonare per un momento, nel corso della lettura, le sue certezze sulla realtà ed il suo campo esplicativo [...], per poter condividere, spero, alcuni dei dubbi tormentati che io, come presumibilmente Tuhami, ci siamo posti per creare tra di noi un senso di reciprocità.[...] Ed il suo testo, per quanto fedelmente possa presentarlo, è in un certo senso il mio testo. L'ho fatto mio e mi sono concesso, come narratore, un privilegio che Tuhami non aveva dato: il privilegio di un (re)incontro. Spero comunque che attraverso il mio lavoro il lettore scopra Tuhami e Tuhami riconosca qualcosa di sé. I Sufi dicono che la trascendenza giunge quando uno scopre se stesso nell'Altro e non quando, come nel linguaggio dell'Occidente, proietta -meramente -se stesso nell'Altro e per scoprirvi, mirabile dictu, solamente se stesso. (Crapanzano 1980: 46, 47).
doi:10.15167/scaratti-marta_phd2018-05-29 fatcat:jiahenewwjfsxbkpqwr7wzapva