PERCORSI DELLA SCHIAVITÙ IN SPINOZA. UN CONFRONTO CON ARISTOTELE E LA BOÉTIE

Annunziata Nardo
2017 Esercizi Filosofici   unpublished
This paper presents Spinoza's reflection on the relationship between the concepts of slavery, conatus and desire. According to Spinoza, the man is not available at the command of others. This requires an investigation into the mode of subjection and slavery condition, defined as inability to achieve its useful and to act freely from the negative emotional constraints. In the description of slavery, and the use of historical examples that exemplify it, it is found a classical aristotelian
more » ... aristotelian source. The french debate in recent years focused on the political value of desire and conatus, concepts that are fundamental to interpret the condition of slavery and the domain of the minds. L'interrogarsi sui dispositivi di potere, sulla loro generazione, sulle ragioni dell'obbedienza, è sempre stata un'attività feconda per i filosofi che, dall'antichità, sentono la necessità di indagare ciò che spinge liberi individui ad adattarsi ad uno stato di sudditanza o, addirittura, di schiavitù. 1 Questo testo non ha la pretesa di presentare una rassegna esaustiva di problemi e ragionamenti, ma si propone di mettere in relazione concetti fondamentali per l'ambito di pertinenza, per evidenziarne la vitalità e mostrare la versatilità con cui filosofi di diverse epoche li utilizzano come armamentario teorico ai fini di una rappresentazione efficace della realtà. Gli studi sul concetto di schiavitù in Spinoza si riferiscono prevalentemente alla condizione di schiavitù delineata nella IV parte dell'Etica. 2 Ma la 1 Nel pensiero antico una larga parte di filosofi condivide l'idea della naturalità della condizione servile. La posizione dello schiavo è necessaria in quanto la natura stessa lo decreta. Dall'epoca dei sofisti si presenta però la necessità di riconsiderare la problematica della schiavitù, alla luce del rinnovato interesse sulla distinzione tra Physis e Nomos. Tra questi si può citare il sofista Antifonte che non riconosce nessuna differenza naturale tra Greci e barbari, liberi e schiavi. Aristotele, infatti, riconosce che «per altri l'autorità padronale è contro natura (giacché la condizione di schiavo e di libero esistono per legge, mentre per natura non esiste tra loro differenza alcuna)» (Aristot. Pol I, 3, 1253b 21-23). 2 Il IV libro dell'Etica ha come titolo De Servitude Umana. Il lemma latino servitude viene tradotto in italiano generalmente con «schiavitù», così ad esempio nelle traduzioni di Piero Martinetti (Spinoza, Etica. Esposizione e commento di Piero Martinetti, Castelvecchi, Roma 2014), di Remo Cantoni e Maria Brunelli (Spinoza, Etica, Trattato teologico-politico, a cura di Remo
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