Filosofia trascendentale e formazione al senso per la filosofia

Marco Ivaldo
2017 unpublished
My intention in this paper is to illustrate the relationship between Transcendental Philosophy and the formation of the sense of Philosophy in Fichte's thought. As "system of freedom" the Transcendental Philosophy of Fichte is not only a system of knowledge, but also, and at the same time, the never definitive result of an activity of thinking, which is never satisfied with the gained results and deals with new issues. It was Fichte's fundamental conviction that the construction of the theory
more » ... ion of the theory of science as "art" of reflection (Besinnung) presupposes the formation (Bildung) of a particular "organ" of reflection or of "seeing". This inner sense is called "sense of philosophy". In my paper, the issue of the formation of the philosophical sense is taken into consideration, such as Fichte has developed it in the Introduction to the theory of science of autumn 1813 at the University of Berlin. 1. Quella che Fichte chiama Dottrina della scienza, e della quale ha fornito, come è noto, molteplici esposizioni nella sua attività di docente, è una teoria, o meglio una pratica riflessiva che verte sugli atti costituenti della relazione soggetto-oggettiva, ovvero della esperienza, di ciò che Fichte chiama abitualmente sapere (Wissen). In questo senso la Dottrina della scienza è filosofia trascendentale 1-non una dottrina dell'essere (ontologia), e nemmeno una dottrina della conoscenza (gnoseologia), ma una comprensione del nesso essere-coscienza, ovvero una comprensione della coscienza (Bewusst-Sein) come relazione all'essere (Seinsbezug). Se ci si domanda se la Dottrina della scienza contenga o sia una ontologia, bisogna rispondere-se si vuole mantenere questo termine-che si tratta di una ontologia trascendentale, ossia di un discorso sull'essere afferrato nell'in quanto (als) del suo apparire, o 'fenomeno', cioè nel sapere, o esperienza. Quella fichtiana è perciò-come hanno accentuato Siemek e Lauth (v. nota 123)-primariamente una ontologia della coscienza intesa come l'unità trascendentale (e in atto) dell'esperienza. Non che il pensiero dell'essere (che comunque in Fichte si dice in diversi modi) venga abolito, ma esso viene elaborato a partire da quella relazione all'essere che è il sapere, ovvero la coscienza nel suo nucleo genetico. 2 La Dottrina della scienza è una filosofia costruita dal punto di vista dello spirito finito, che mette a tema l'infinito solo in maniera indiretta, lavorando alla comprensione della coscienza nella sua costituzione dinamica. Quando il filosofo parla dell'assoluto (o dell'essere  Professore ordinario di Filosofia Morale presso l'Università degli Studi di Napoli "Federico II". 1 Mi riferisco in particolare alla definizione offerta da Fichte nella seconda esposizione della Dottrina della scienza 1804: «La dottrina della scienza è filosofia trascendentale così come la kantiana, quindi del tutto simile a quella nel non porre l'assoluto nella cosa [...] né nel sapere soggettivo, cosa che proprio non è possibile-infatti chi riflettesse su questo secondo elemento avrebbe anche il primo-, ma piuttosto nell'unità di entrambi» (GA II/ 8, 14; tr. it., Johann Gottlieb FICHTE, Dottrina della scienza. Seconda esposizione del 1804, a cura di Matteo Vincenzo d'Alfonso, Guerini, Milano 2000, p. 64). 2 Su questo tema cfr. il mio saggio: Sulla ontologia di Fichte, in «Revista de Filosofia Aurora», v. 27, n. 42 (2015).
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