Il Classico in una stanza. Il Salone della Vittoria alla VI Trennale di Milano

Francesca Mugnai
2019
50 Grazie alla posizione assunta da Giuseppe Pagano nel direttorio della VI Triennale di Milano del 1936, la mostra offre al movimento razionalista l'opportunità di rappresentare finalmente in forma sistematica e articolata le istanze teoriche e tecniche della 'nuova architettura', ospitando accanto ai progetti dei giovani italiani come Persico, Gardella, Albini, Ponti, Bottoni ecc., architetti stranieri del calibro di Le Corbusier, Alvar Aalto, Max Bill. Una occasione unica per i razionalisti,
more » ... per i razionalisti, giacché l'edizione successiva del 1940 sopisce ogni entusiasmo innovatore, rendendo definitivamente manifesta la propensione del regime fascista per l'accademismo 1 . Osservata alla distanza, tale precoce ma temporanea obliterazione non fa che rafforzare il valore programmatico del Salone d'Onore disegnato da Edoardo Persico insieme a Marcello Nizzoli e Giancarlo Palanti per la Triennale del 1936, diventato oggi letteralmente icona non solo perché costretto nella bidimensionalità dell'immagine fotografica, ma perché espressione efficace e precisa di un'idea di architettura, o meglio di una idea di architettura italiana che Persico ha continuamente inseguito e promosso attraverso i numerosi scritti, alternando entusiasmi e delusioni, senza mai scindere la battaglia per l'arte da quella per un mondo pacificato e in opposizione al regime. Più eloquenti degli scritti 2 , impegnati a promuovere l'affermazione della nuova architettura più che a definirne con chiarezza i principi teorici, le quattro pareti bianche di questo allestimento temporaneo paiono racchiudere il testamento architettonico del critico e grafico napoletano -com'è noto, scomparso cinque mesi prima della realizzazione -destinato a quegli eredi che avrebbero saputo, dopo la guerra fino ai nostri giorni, raccoglierne il lascito. Sarà interessante dunque
doi:10.13128/fiar-20305 fatcat:5trrff7yajdrnbyhfqa2flsdoe