Analisi stratigrafica e funzionale di un'area di combustione nel luogo di culto messapico di Piazza Dante (Vaste-Lecce)

Giovanni Mastronuzzi, Giampiero Colaianni, Girolamo Fiorentino, Claudio Giardino, Valeria Melissano
unpublished
Archaeological investigations carried out in 1999 in the town centre of Vaste (Puglia, inland from Otranto) have brought to light a Messapian sanctuary. The sacred area includes a building divided in two enclosures with fireplaces, and an open space with three large underground pits. In the enclosure B a large hearth comprises layers pertaining to various activities in the life of the sanctuary. They show a persisting use of the same area going on through centuries since the sixth till the end
more » ... sixth till the end of the third century BC. In the first century BC this place was still reminded, so it was protected by a crumbled limestone stratum. Metallurgical and archaeobotanical analysis contribute to reconstruct some aspects of the worship. Parole chiave Italia meridionale, indigeni (Messapi), età ellenistica, Demetra, focolare, archeologia della nostalgia, archeobotanica, archeometallurgia 1. Introduzione Le ricerche condotte dall'Università del Salento sul popolamento della Messapia nel periodo compreso tra l'età del Ferro e l'età ellenistica hanno portato all'individuazione di un "sistema dei culti" che caratterizza questa re-gione fin dalle fasi più antiche: vari aspetti della vita sociale ed economica trovano precisi riscontri nella documenta-zione archeologica relativa ai culti e più in generale alla sfera religiosa. Nel 1999 le indagini archeologiche sistematiche condotte a Vaste, sotto la direzione di Francesco D'Andria 1 , hanno messo in luce un luogo sacro posto nella zona centrale dell'abitato messapico del IV-III sec. a.C. (fig. 1) 2. L'area è caratterizzata dalla presenza di recinti e cavità ipogeiche destinate alla celebrazione di un culto con valenze ctonie dedicato ad una divinità femminile assimilabile alla greca Demetra 3. I principali elementi a conforto di una simile interpretazione sono costituiti dalle offerte di prodotti dell'agricoltura, dal sacrificio di maialini in età neonatale e dalla modalità di deposizione di doni e suppellettile usata nelle cerimonie; in una testa in calcare con tracce di deco-razione dipinta è riconoscibile l'immagine di culto della dea 4. Strutture e contesti stratigrafici si collocano prevalentemente nel periodo compreso tra la fine del IV ed il III sec. a.C., ma alcuni elementi sono riferibili ad una prima frequentazione in età tardo-arcaica. È stato possibile rico-noscere e datare agli ultimi anni del III sec. a.C. una serie di azioni compiute deliberatamente al fine di abbandonare la destinazione cultuale del complesso 5. Due ambienti, A e B, sono stati interpretati come recinti a cielo aperto (fig. 2): essi erano adibiti allo svolgi-mento di pratiche religiose che hanno avuto come esito finale la deposizione, in grandi cavità ipogeiche, di offerte, resti dei sacrifici e vasellame impiegato nei riti effettuati all'esterno. In particolare il recinto B, il maggiore dei due per 1 Al prof. Francesco D'Andria rivolgiamo un sincero ringraziamento per averci affidato lo studio di questo contesto, seguendo le ricerche con vivo entusiasmo. Le schede delle monete sono di Adriana Travaglini. Le foto di scavo sono degli AA.; l'elaborazione delle planimetrie si deve all'arch. Fabrizio Ghio; i disegni dei materiali sono stati realizzati da Fabiola Malinconico, disegnatrice
fatcat:yr3kwbjqunhhflb45b3zku76xu