IL TEATRO DI CORTE PRE-CLASSICISTA: STORIA E GEOGRAFIA, OPERE, RICEZIONE [article]

MATTEO BOSISIO
2015
posero in uso di più la comedia in versi sciolti ed anche sdruccioli di che non truovo autore prima dell'Ariosto [...] e la tragedia che il Trissino inventò di versi sciolti». 6 VARANO 2013 , 602-5. 7 ORSI 1703 COTTIGNOLI 1987 e IMBRUGLIA 2012, 443-52. 10 Un'impostazione analoga si avverte nel terzo volume, dedicato al teatro, della Storia e ragione d'ogni poesia di Francesco Saverio Quadrio (Milano, Agnelli, 1743). Sul letterato si rinvia a DIONISOTTI 1985, 839-61. 11 MARTELLO 1735 , 20. Sullo
more » ... scrittore, cfr. CATUCCI 2008 Una raccolta ancora più completa verrà approntata da Luigi Riccoboni (Historie du theatre italien, Modena e trasferitosi a Parigi in qualità di attore e regista, abbozza una storia del teatro italiano. Essa prende le mosse dai Romani per giungere, senza particolari cesure e passaggi intermedi, al Cinquecento. Su Riccoboni, cfr. DI BELLA 2009. 13 MAFFEI 1723, IV. Sul letterato, vd. ROMAGNANI 2006, 256-63. 14 La prima edizione, in quattordici volumi, viene stampata dal 1772 al 1781 (Modena, Società Tipografica), le seconda viene accresciuta di due volumi e pubblicata dallo stesso editore (1787-1794). Sullo studioso, cfr. MARI 1999; si citerà da SDLI 1805-1812. 15 SDLI 1805, XXVII. 16 IVI, XXIV. 13 Sono fondamentali, in virtù di una migliore conoscenza del teatro del Quattrocento, numerosi saggi scritti a quattro mani da Alessandro Luzio e Rodolfo Renier: tra il 1888 e il 1902 escono sul Giornale storico della letteratura italiana, l'organo più autorevole della "Scuola storica", uno studio intorno alle commedie volgarizzate e messe in scena a Ferrara nel 1499, che getta luce sulla magnificenza delle pratiche festive e teatrali estensi; ma, soprattutto si segnalano gli otto contributi che illustrano la cultura artistica, letteraria, musicale e la propensione mecenatistica di Isabella d'Este 34 . I critici si concentrano sui rapporti di committenza instaurati tra la marchesa di Mantova e alcuni scrittori, suddivisi in diversi gruppi a seconda della provenienza geografica (mantovana, ferrarese, lombarda, veneta, emiliana, dell'Italia centrale e meridionale). Per la prima volta si segnala il coinvolgimento di un'altra corte, oltre a quella estense, nelle pratiche teatrali. E, di riflesso, sulla base degli scambi epistolari di Isabella d'Este con la sorella Beatrice, sposa di Ludovico il Moro, e con gli scrittori sforzeschi più in vista inizia a emergere l'esistenza di un altro centro significativo come quello milanese. Gli studiosi si soffermano poi sulle missive dirette alla marchesa dagli ambasciatori gonzagheschi, in cui si ragguaglia Isabella circa gli spettacoli svolti in Italia; non mancano riferimenti alle opere rappresentative offerte a corte da Antonio Cammelli (Panfila) e da Galeotto Del Carretto (Timon, Noze, Sofonisba). Nel contempo, iniziano a essere pubblicate, seppur in modo discontinuo e spesso all'interno di strenne rare o di riviste di interesse locale, alcune opere inedite, quali ad esempio l'Egloga e la Ripresentazione di Bellincioni (1876-1878), la Panfila (1884) , il Magico di Caracciolo (1884), le Rappresentazioni di Serafino Aquilano (1894), il Timone di Boiardo (1885 e 1894) e di Del Carretto (1878), la Danae di Taccone (1888), la Representazione di Febo e di Feton (1902), la Fabula de Cefalo e Procris (1909). Un altro progresso viene compiuto con Le origini del teatro italiano di Alessandro D'Ancona (Torino, Loescher, 1891) 35 . Il critico in precedenza aveva portato a termine due studi sulle sacre rappresentazioni, di cui erano stati pubblicati circa quaranta testi e descritti gli elementi distintivi (Sacre rappresentazioni dei secoli XIV, XV e XVI, Le Monnier, Firenze, 1872 e Le origini del teatro in Italia. Studi sulle sacre rappresentazioni, Firenze, Le Monnier, 1877). D'Ancona svolge un imponente lavoro di raccolta, classificazione e analisi di materiali documentari diversi (lettere, cronache, dispacci, registri, manoscritti e testi a stampa): egli guarda con attenzione agli aspetti tecnici delle rappresentazioni, nello specifico agli apparati scenici, agli ingegni, alle scenografie; presta il proprio interesse sull'articolato sistema della festa; dà conto non solo delle particolari stagioni teatrali di Ferrara e di Mantova, ma anche di quelle sorte a Milano, Bologna e Urbino 36 . Le Origini prevedono la trattazione per linee genetiche della materia analizzata: il teatro profano del Quattrocento costituirebbe l'ultima fase di sviluppo delle forme rappresentative italiane del Medioevo, che evolvono dal dramma liturgico, alla lauda drammatica sino alla rappresentazione sacra. Dalla crisi del teatro religioso fiorentino sarebbe nato quello profano come, contestualmente, da una poesia popolare e rivolta alle classi più umili si passa a uno spettacolo elitario e di corte. Inoltre, D'Ancona è forse il primo studioso a preferire, entro una prospettiva 34 LUZIO -RENIER 1888 e ALBONICO 2005. 35 STRAPPINI 1986 Sarà, invece, soprattutto merito di TORRACA 1884 e 1925 la riscoperta del teatro aragonese. 42 IVI, 533: «a Mantova la giovane marchesa fu ravvivatrice del culto d'ogni arte leggiadra e probabilmente introduttrice delle consuetudini sceniche ferraresi. La secondava il marito, che amante anche lui di simili divertimenti, si compiaceva d'aggiungere alle sue glorie militari la gloria di protettore delle lettere e delle arti». 43 La nozione di "egloga rappresentativa" sarà approfondita e ripresa da CARRARA 1905, PIERI 1983 e BORTOLETTI 2008. Quest'ultima pone l'egloga rappresentativa in relazione, da un lato, con l'esperienza lirica dei poeti bucolici quattrocenteschi e, dall'altro, con le singole realtà locali e i sistemi produttivi coevi dello spettacolo, delle tecniche recitative, delle riflessioni teoriche, dei rapporti tra intellettuali e specialisti dell'intrattenimento. . 74 Il manoscritto che le conserva reca la data del 25 giugno 1505 (BUB, Ma. 2716). 75 MUSSINI SACCHI 1998, 173-212. 79 Per una rassegna dettagliata sulle diverse posizioni, cfr. FANTONI -QUONDAM 2008. 80 CROUZET-PAVAN 2012. L'edizione originale francese risale al 2007. 81 Su questa linea si segnala anche RINALDI 2010.
doi:10.13130/bosisio-matteo_phd2015-02-05 fatcat:mnmizp7guzhe7ic3lesc7jmyja