Le sorprese dell'intertestualità: Cervantes e Pirandello

Franco Zangrilli (book author), Antonio Franceschetti (review author)
1997 Quaderni d'Italianistica  
In questo volume lo Zangrilli intende "analizzare [...] quelle affinità che sono comuni ai due scrittori, delinearne somiglianze e differenze, tentare un'analisi comparata delle loro creazioni, [...] onde poter discemere la presenza di una influenza cervantina nell'opus di Pirandello" (xi). Dopo aver brevemente esposto le varie posizioni assunte dalla critica cu'ca i rapporti fra i due scrittori, lo studioso si sofferma innanzi tutto sulle loro "radici culturali ed espenenziali" (10),
more » ... i loro atteggiamenti nei confronti dei grandi scrittori del passato, quali Boccaccio e Ariosto, e quello di Pirandello nei confronti del Cervantes stesso; prende quindi in considerazione i rapporti fra Enrico IV e don Chisciotte, entrambi "calati in una «forma»: quella del cavaliere errante e quella dell'imperatore" che "li presenta in una sembianza diversa da quella che avrebbero voluto" (20), i nomi dei personaggi, "solitamente connotativi della personalità" (21), con i quali i due autori "spesso giocano al contrasto umoristico", e la loro presentazione che è "ricca di sfumature, e di dettagli in funzione ora filosofica ora demistificante ora di designazione etica" (23); la pazzia, "tutta in funzione um.oristica" (27), che "rivela sempre un fondo di saggezza, come se fosse una sorta di cammuffamento di una consapevolezza profonda" (28); la dialettica evidente in entrambi "tra realtà e finzione, tra realtà e illusione, tra una realtà oggettiva e la percezione soggettiva della realtà, che per questi personaggi è la sola verità a cui fX)ssono giungere e a cui si attengono con accanimento" (33); la giustizia "profondamente umana" che i vari personaggi cercano spesso di difendere "contro gli ostacoli, le ingiustizie, le amoralità tradizionali della società, perpetrate da chi usa il «potere» per opprimere anziché sollevare l'oppresso" (38); il doppio, che nei nostri "si fa ossessivo ed è spesso impalcatura di intrecci assurdi, di giochi grotteschi, e di problematiche di identità" (45); il discorso "metaletterario" fatto da entrambi, per cui all'interno dell'opera artistica inseriscono una serie di discorsi sulla sua creazione (47), sia nell'ambito delle novelle ("forma congeniale ai due scrittori" [66]) che in quello delle opere teatrali; la presentazione degli adolescenti, spesso "condannati dalla società" a vivere in una forma di "alienazione" (66-67), e della donna, "prigioniera e vittima di costumi, di tradizioni, di rigide norme di una società molto chiusa, antiquata e maschile" (67); il matrimonio, "matrice di trame svariate, di intrighi comici o grotteschi o umoristici" (69); e il tema del viaggio, "fonte di divertimento e di gioia in Cervantes", mentre in Pirandello "è per lo piii tormento e dolore" (71). Il volume comprende un'ampia bibliografia (81-118).
doi:10.33137/q.i..v18i1.10053 fatcat:oxcxlcjybrdm3pvwn677e6aeqe